La Congregazione della Passione di Gesù Cristo (in latino Congregatio Passionis Iesu Christi) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti popolarmente Passionisti, pospongono al loro nome la sigla C.P.
Storia
Paolo della Croce (al secolo Paolo Francesco Danei) mise per iscritto la regola della Congregazione (detta in origine dei chierici scalzi della Santissima Croce e Passione di N. S. Gesù Cristo) nel dicembre del 1720. Nel 1725 il Papa Benedetto XIII concesse a San Paolo il permesso di formare la sua congregazione. Nella stessa occasione, Paolo e suo fratello, Giovanni Battista, furono ordinati sacerdoti dal Papa.
In seguito, Papa Clemente XIV garantì pieni diritti ai Passionisti nel 1769, tranne per il fatto che non li rese un ordine vero e proprio, ma una congregazione, cosa gradita agli altri ordini religiosi. Storicamente, la congregazione ha avuto due obiettivi primari: una parte di lavoro missionario ed una parte di vita contemplativa, tentando di armonizzare i due aspetti. Il suo fondatore ha cercato di coniugare gli ordini più dediti alla meditazione, come i monaci Trappisti, con gli ordini più dinamici come i Gesuiti.
Il preposito generale (eletto ogni sei anni) risiede a Roma, presso la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, dove è anche sepolto il fondatore. Il preposito è assistito nel governo della congregazione da 6 consulenti dalle diverse aree geografiche. L’attuale superiore generale è Padre Ottaviano D’Egidio. La congregazione è organizzata in province, vice-province e vicariati.
Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 2.244 religiosi, dei quali 1.712 scerdoti, in 381 case:[1] i Passionisti sono presenti in 59 nazioni nei cinque Continenti
Carattere della Congregazione
I membri della congregazione non possono possedere terreni. La congregazione, nel suo complesso, può detenere solo la casa della comunità ed un po’ di terreno nei pressi di questa. I padri fanno affidamento solo sul loro lavoro e sui contributi dei fedeli per il loro sostegno economico.
L’abito indossato dai membri è una tunica di lana grezza, con una cintura di cuoio, e sul petto un distintivo recante l’immagine di un cuore sormontato da una croce e le parole Jesu XPI Passio (La passione di Gesù Cristo).
Diversi Passionisti sono stati canonizzati, tra cui san Paolo della Croce, san Gabriele dell’Addolorata, san Vincenzo Maria Strambi e santa Gemma Galgani. Altri sono beatificati; Beato Domenico Barberi, Beato Pio Campedelli e Beato Grimoaldo della Purificatzione. I martiri Passionisti della Guerra Civile Spagnola sono stati anch’essi canonizzati e beatificati.
