Intervista a Radio 24

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La crisi economica che ha investito l’Italia, e il mondo, richiede iniziative straordinarie da realizzare sia al livello locale che al livello nazionale. Sono infatti le “membra più deboli”, quelle che stanno soffrendo maggiormente, e senza colpa, degli effetti di questa grave situazione.

Le famiglie più numerose e monoreddito che, improvvisamente si sono viste private dell’unica fonte di sostentamento. Per far fronte a questo delicata fase economica, la Conferenza Episcopale ha istituito un fondo nazionale straordinario di garanzia orientato alle necessità delle famiglie, lanciando una Colletta Nazionale il 31 maggio 2009  (domenica scorsa) in tutte le diocesi e le parrocchie. Si tratta di un gesto che esprime a livello nazionale e locale la carità da cui è animata sempre la Chiesa.

A riguardo, Catia Caramelli – giornalista di Radio 24 – ha posto alcune domande a padre Massimo Granieri, religioso della comunità di Laurignano (Cs), riguardo la situazione economica delle famiglie nella sua parrocchia. Ecco il file audio andato in onda in un’edizione domenicale di maggio del giornale radio [GR24].

Ascolta l’intervista sul blog di padre Massimo

Link utile:

Il Prestito della Speranza

Pope2You: un sito per i giovani cattolici

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Si chiama Pope2you la nuova finestra sul web dedicata ai giovani e curata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Il micro-portale è stato varato sul web in occasione della 43.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali , celebrata il 24 maggio 2009. Gli obiettivi di questa iniziativa sono stati spiegati ai giornalisti dal presidente del dicastero pontificio, l’arcivescovo Claudio Maria Celli.

Philippa Hitchen di Radio Vaticana ha raccolto le sue parole.

“E’ un sito che abbiamo preparato in occasione della 43.ma Giornata mondiale delle comunicazioni. Volevamo che fosse un sito rivolto ai giovani e lo vedete subito dalla grafica iniziale: il Papa, i giovani. Credo che questo sia un primo tentativo valido di un sito che si rivolge ai giovani e cerca di avere con i giovani un dialogo ricco, gradevole, aperto, cordiale. E questo perché il tema quest’anno della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali è proprio “Nuove tecnologie, nuove relazioni” e il Papa ci invita a promuovere una cultura di dialogo, di rispetto, di amicizia. Quindi, abbiamo desiderato che in questo sito ci fosse tutto questo e volevamo che fosse un sito capace di dialogare, capace di essere propositivo e, quindi, vicino alla cultura giovanile di questa “generazione digitale”, così come il Santo Padre la chiama. Il sito si muove in cinque lingue, si rivolge a giovani di lingua italiana, inglese, spagnola, francese e tedesca. La prima parte, quella che per noi di profondo significato, è la presentazione del messaggio. Dal prossimo giovedì mattina, il sito sarà accessibile a tutti. Dopo questa breve presentazione, c’è il testo del messaggio. Il sito è frutto di una grande cooperazione con l’Ufficio delle Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, il Centro televisivo vaticano, la Radio Vaticana, H2O News, e con coloro che tecnicamente lo hanno realizzato”.


Chi sono i Passionisti

Paolo

S. Paolo della Croce radunò compagni perché vivessero insieme e annunciassero il Vangelo. Pose a fondamento della loro vita e del loro apostolato la Passione di Gesù. Egli infatti, discernendo i mali del suo tempo, ne scoprì e proclamò il rimedio nella Passione di Gesù “la più grande e stupenda opera dell’amore divino”. Il popolo li chiamò “Passionisti”. Per la Chiesa, che ne approvò la regola di vita, essi formano la “Congregazione della Passione di Gesù Cristo”.

I Passionisti, fedeli al carisma del fondatore:

1 – Vivono e lavorano in comunità fraterne coltivando lo spirito dì preghiera, di solitudine, di povertà, per conseguire una più intima unione con Dio ed essere testimoni del suo amore.
2 – Seguono il Cristo crocifisso facendo del Vangelo la regola della loro vita e la fonte perenne del loro apostolato.
3 – Esprimono la consacrazione alla Passione del Signore con voto speciale. Consapevoli infatti che la Passione di Gesù continua nel mondo di oggi, condividono le ansie e le tribolazioni degli uomini, specialmente dei poveri e degli abbandonati.
4 – Guidano i fratelli verso la pienezza della vocazione cristiana, sostenendo il loro cammino con la forza redentrice della morte e resurrezione di Cristo, messaggio centrale della loro multiforme predicazione.
5 – Portano sull’abito un simbolo o “segno”: un cuore bianco sormontato dalla croce, con la scritta JESU XPI PASSIO (Passione di Gesù Cristo).

Chi siamo

La Congregazione della Passione di Gesù Cristo (in latino Congregatio Passionis Iesu Christi) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti popolarmente Passionisti, pospongono al loro nome la sigla C.P.

Storia

Paolo della Croce (al secolo Paolo Francesco Danei) mise per iscritto la regola della Congregazione (detta in origine dei chierici scalzi della Santissima Croce e Passione di N. S. Gesù Cristo) nel dicembre del 1720. Nel 1725 il Papa Benedetto XIII concesse a San Paolo il permesso di formare la sua congregazione. Nella stessa occasione, Paolo e suo fratello, Giovanni Battista, furono ordinati sacerdoti dal Papa.

In seguito, Papa Clemente XIV garantì pieni diritti ai Passionisti nel 1769, tranne per il fatto che non li rese un ordine vero e proprio, ma una congregazione, cosa gradita agli altri ordini religiosi. Storicamente, la congregazione ha avuto due obiettivi primari: una parte di lavoro missionario ed una parte di vita contemplativa, tentando di armonizzare i due aspetti. Il suo fondatore ha cercato di coniugare gli ordini più dediti alla meditazione, come i monaci Trappisti, con gli ordini più dinamici come i Gesuiti.

Il preposito generale (eletto ogni sei anni) risiede a Roma, presso la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, dove è anche sepolto il fondatore. Il preposito è assistito nel governo della congregazione da 6 consulenti dalle diverse aree geografiche. L’attuale superiore generale è Padre Ottaviano D’Egidio. La congregazione è organizzata in province, vice-province e vicariati.

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 2.244 religiosi, dei quali 1.712 scerdoti, in 381 case:[1] i Passionisti sono presenti in 59 nazioni nei cinque Continenti

Carattere della Congregazione

I membri della congregazione non possono possedere terreni. La congregazione, nel suo complesso, può detenere solo la casa della comunità ed un po’ di terreno nei pressi di questa. I padri fanno affidamento solo sul loro lavoro e sui contributi dei fedeli per il loro sostegno economico.

L’abito indossato dai membri è una tunica di lana grezza, con una cintura di cuoio, e sul petto un distintivo recante l’immagine di un cuore sormontato da una croce e le parole Jesu XPI Passio (La passione di Gesù Cristo).

Diversi Passionisti sono stati canonizzati, tra cui san Paolo della Croce, san Gabriele dell’Addolorata, san Vincenzo Maria Strambi e santa Gemma Galgani. Altri sono beatificati; Beato Domenico Barberi, Beato Pio Campedelli e Beato Grimoaldo della Purificatzione. I martiri Passionisti della Guerra Civile Spagnola sono stati anch’essi canonizzati e beatificati.