Carissimi Fratelli della Congregazione e Sorelle e Fratelli della Famiglia passionista, invio i migliori auguri di Buona festa del Nostro Santo Padre e Fondatore S. Paolo della Croce, anche a nome del Consiglio generale.
Ieri sera, 18 ottobre, abbiamo celebrato con i religiosi della comunità dei SS. Giovanni e Paolo il Vespro solenne nella Cappella a lato della Basilica, che custodisce le spoglie del Fondatore stesso e come è tradizione abbiamo letto il Testamento spirituale che egli ha lasciato alla Congregazione prima di ricevere la S. Eucarestia sul letto di morte avvenuta alle ore 16,45 del 18 ottobre 1775.
Ricordo quanto scrive S. Vincenzo Maria Strambi nella Biografia del Santo a pagina 184:
«Appena giunto il sacerdote nella sua stanza con il SS. Viatico, il P. Paolo, che non si poteva quasi muovere dal letto per i suoi mali, al veder presente il suo amoroso Redentore, con gran vivacità e fervore alzò le braccia in segno di gran devozione ed amore, dicendo con tutto il cuor sulle labbra: “Ah Gesù mio caro, io mi protesto che voglio vivere e morire nella Comunione di Santa Chiesa. Detesto ed abbòmino ogni errore“. Di poi recitò ad alta voce il simbolo degli Apostoli, accompagnando ogni parola con gran sentimento di cuore; e quindi, perché ne era stato istantemente richiesto e perché era attualmente di tutti il Superiore e il Padre, diede, alla presenza di Gesù Sacramentato, gli ultimi e principali ricordi, che nel tempo stesso da due Religiosi, dall’infermo non veduti, erano fedelmente scritti nella contigua cappella».
TESTAMENTO SPIRITUALE
- Prima di ogni altra cosa vi raccomando assai la carità fraterna… Ecco, fratelli miei dilettissimi, quello che io desidero con tutto l’affetto del povero mio cuore da voi che vi trovate qui presenti come da tutti gli altri che già portano quest’abito di penitenza e lutto in memoria della Passione e morte di Gesù Cristo nostro amabilissimo Redentore, e da tutti quelli che saranno chiamati da Dio a questa povera Congregazione e piccolo gregge di Gesù Cristo.
- Raccomando poi a tutti e specialmente a quelli che saranno in ufficio di Superiori, che sempre più fiorisca nella Congregazione lo spirito dell’orazione, lo spirito della solitudine, e lo spirito della povertà; e siate pur sicuri che, se si manterranno queste tre cose, la Congregazione fulgebit in conspectu Dei et gentium.
- Raccomando con gran premura un filiale affetto verso la Santa Madre Chiesa, ed una intierissima sommissione al capo visibile di essa, il Sommo Pontefice; per il quale effetto pregheranno giorno e notte, e procureranno di cooperarvi e di aiutare le anime a salvarsi, per quanto potranno, secondo l’Istituto, promuovendo nel cuore di tutti la devozione alla Passione di Gesù Cristo e ai dolori di Maria Santissima.
- Raccomando a tutti l’osservanza delle Regole e niuno dica: De minimis non curat praetor. Faccia ognuno conto delle cose piccole e amino la Congregazione come madre.
- (I Superiori) tengano conto del buon grano, e lontana la zizania.
- Domando poi perdono, colla faccia nella polvere e con pianto del povero mio cuore, a tutti di Congregazione, sì presenti che assenti, di tutti i mancamenti da me commessi in quest’ufficio, che per fare la volontà di Dio ho esercitato in tanti anni… Sì, mio caro Gesù, io, benché peccatore, spero di venire presto a godervi nel santo Paradiso, darvi, nel punto della mia morte, un santo abbraccio, per istare poi sempre unito con voi in perpetuas aeternitates… E vi raccomando adesso per sempre la povera Congregazione, che è frutto della vostra Croce, Passione e Morte. Vi prego a dare a tutti i Religiosi e benefattori di essa la vostra santa benedizione.
- E voi, o Vergine Immacolata, Regina dei Martiri, per quei dolori che provaste nella Passione del vostro amabilissimo Figlio, date la vostra materna benedizione a tutti, mentre io li ripongo e lascio sotto il manto della vostra protezione.
Ecco dunque, Fratelli miei cari, quali sono i ricordi che io vi lascio con tutto il povero mio cuore. Io vi lascio e vi starò attendendo tutti nel santo Paradiso, dove pregherò per la Santa Chiesa, per il Sommo Pontefice, nostro Santo Padre, per la Congregazione e benefattori: e vi lascio tutti, presenti ed assenti, colla mia benedizione. Benedictio Dei Omnipotentis, Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, descendat super vos et maneat semper. (Proces. Apost. Summ. pag. 863 e segg.).
Questo è il Testamento spirituale che S. Paolo della Croce ci ha lasciato con la sua Benedizione: è un partire per rimanere per sempre con noi in Dio, nella continuità della vita di religiosi, religiose e laici della Famiglia passionista che si sono susseguiti nel tempo fini ai giorni nostri “e di tutti quelli che saranno chiamati a questa povera Congregazione.”
Invochiamo ancora una volta la sua intercessione di Padre perché Dio ci inondi della sua grazia e delle sue benedizioni . Un ricordo tutto particolare per gli ammalati che partecipano nella sofferenza alla Passione di Gesù.
Termino con le prime parole del Testamento spirituale: “Prima di ogni altra cosa vi raccomando assai la carità fraterna…”.
Auguri a tutti di Buona Festa: S. Paolo della Croce ci protegga.
P. Ottaviano D’Egidio, Superiore Generale della Congregazione dei Passionisti
SS. Giovanni e Paolo, Roma – 19 Ottobre 2009
Festa di S. Paolo della Croce

S. Paolo della Croce fa parte dei miei ricordi in una maniera indelebile. Sentito sempre evocare dal mio caro zio sacerdote, ho sempre avuto desiderio di conoscerlo se non altro per capire quale vita sacerdotale avesse ispirato. Ora ho capito un paio di cose in più. Qualcuno questa mattina mi ha ispirato nell’andare a cercare. Sono rimasta molto colpita e intendo continuare. Grazie