Messaggio del Santo Padre sulle Comunicazioni Sociali

Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola

Cari fratelli e sorelle,

il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola” -, si inserisce felicemente nel cammino dell’Anno sacerdotale, e pone in primo piano la riflessione su un ambito pastorale vasto e delicato come quello della comunicazione e del mondo digitale, nel quale vengono offerte al Sacerdote nuove possibilità di esercitare il proprio servizio alla Parola e della Parola.

I moderni mezzi di comunicazione sono entrati da tempo a far parte degli strumenti ordinari, attraverso i quali le comunità ecclesiali si esprimono, entrando in contatto con il proprio territorio ed instaurando, molto spesso, forme di dialogo a più vasto raggio, ma la loro recente e pervasiva diffusione e il loro notevole influsso ne rendono sempre più importante ed utile l’uso nel ministero sacerdotale.

Compito primario del Sacerdote è quello di annunciare Cristo, la Parola di Dio fatta carne, e comunicare la multiforme grazia divina apportatrice di salvezza mediante i Sacramenti. Convocata dalla Parola, la Chiesa si pone come segno e strumento della comunione che Dio realizza con l’uomo e che ogni Sacerdote è chiamato a edificare in Lui e con Lui. Sta qui l’altissima dignità e bellezza della missione sacerdotale, in cui viene ad attuarsi in maniera privilegiata quanto afferma l’apostolo Paolo: “Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso … Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati?” (Rm 10,11.13-15). [...]

Scarica il messaggio del Santo Padre, qui: Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale (66)

Le comunicazioni mediali nella Congregazione

Cari fratelli, la presente è per riflettere insieme sopra un tema che anche il Capitolo Generale ultimo ha inserito come una delle dieci priorità che devono illuminare e orientare il processo della Ristrutturazione in atto nella Congregazione.

La priorità N° 8, “Le Comunicazioni” ci ricorda che “in un mondo caratterizzato da una rivoluzione continua nelle comunicazioni, il Capitolo Generale desidera sottolineare questo tema ed esortare che gli si dia data attenzione speciale nel processo di pianificazione. Anzitutto, le Entità locali e regionali devono favorire la qualità della comunicazione fra gli stessi passionisti. Questa attenzione sarà data anche a livello generale. Poiché la conoscenza di più di una lingua è essenziale alla comunicazione nel mondo contemporaneo ed all’interno della nostra stessa Congregazione, si dovrà promuovere, nella pianificazione, la possibilità di imparare le lingue. Per proclamare la Buona Notizia del Cristo crocifisso e risorto è importante saper usare la televisione, la radio e la stampa, così come Internet. L’utilizzazione di Internet come mezzo per l’evangelizzazione è particolarmente rilevante nella nostra scelta preferenziale per i giovani. Un progresso significativo nell’uso di questi media è già stato fatto in molte aree della Congregazione. Il Capitolo Generale esorta a favorire gli sforzi in questi campi e ad esplorare modi nuovi di collaborazione tra Province, Viceprovince e Vicariati nell’apostolato dei media”.

Il Capitolo Generale ha riconosciuto che la comunicazione è di fondamentale importanza anche per mantenere vitale il rapporto con il nostro passato e la nostra storia così come sviluppare la comprensione del nostro futuro. Il dialogo sulla nostra vita e carisma e sui temi cruciali che stiamo affrontando quali la ristrutturazione e la ricerca di una maggiore qualità della nostra comunione sottolineano che la comunicazione è un settore di vitale importanza per la nostra missione e per i compiti che la vocazione ci richiede. Una buona comunicazione ci renderà più capaci di comprensione e di apprezzamento di uno verso l’altro e ci aiuterà a risolvere più facilmente nel dialogo le nostre difficoltà. La Congregazione è stata benedetta con il raggiungimento di alcuni obiettivi nel suo sforzo di comunicare tra noi religiosi e con coloro che sono interessati alla nostra spiritualità e testimonianza. [...]

Scarica il documento: "Alcune informazioni sulla comunicazione" - Padre Generale dei Passionisti (61)

Un passionista ad Haiti: notizie dal terremoto

Cari amici, sono stato a casa con mia madre moribonda, come figlio, come medico e come sacerdote, per la Messa quotidiana, la gestione delle sue medicine per il dolore, e per aiutarla in tutto quello che potevo. Avevo deciso di rimanere con lei fino alla fine, soprattutto perché per tutta la mia vita da adulto sono stato lontano da casa nelle missioni straniere. Quando celebravo la messa, ogni giorno, chiedevo a mia mamma se aveva intenzioni speciali, e lei mi rispondeva: “per te, affinché Dio ti mantenga forte e per la tua missione in Haiti.”

Ora abbiamo questa enorme tristezza in Haiti. Gli dissi che la dovevo lasciare per un po’. Ella mi rispose: “Devi andare. Lì i problemi sono molto più grandi dei miei.” Questa notte vado fino all’aeroporto Kennedy a New York con Conan Conaboy. Non si può volare ad Haiti fino a domani, perciò volerò fino a Santo Domingo. Kieran e Vern Conaway si riuniranno lì con noi, e Robin di Chicago. Poi andremo insieme fino ad Haiti per vedere come possiamo aiutare.

Ho saputo che ci sono stati grandi danni nel nostro nuovo ospedale e che i muri perimetrali dei nostri tre progetti di Tabarre sono crollati. Ci sono stati danni anche alle pareti dell’ospedale e ho saputo che ci sono gravi danni anche nel vecchio ospedale di Pétionville.

Preghiamo affinché tutti stiano bene. Ho saputo che tutti nell’orfanotrofio di Kenscoff stanno bene.

Non arriverò fino a giovedì, perché la frontiera tra Haiti e Repubblica Dominicana si chiuderà domani quando arriveremo. Cercheremo il modo migliore di tenervi informati e vi farò sapere come potrete aiutarci. Rimaniamo uniti nell’amicizia e nella preghiera.

Dio benedica tutti, specialmente il sofferente popolo di Haiti, e la mia cara madre, Gerri Frechette.

P. Rick Frechette c.p. (nel video l’attività missionaria di Padre Rick ad Haiti)

Sostieni i passionisti nelle opere di carità e di soccorso ad Haiti. Con un click.

Chiesa e secolarizzazione. La vocazione messianica.

Megafono

Tra religione e fede esiste un rapporto più dialettico che alternativo. La fede infatti si esplica come una specie di coscienza critica della religione. Il cattolicesimo ufficiale oggi tende a presentarsi come religione soprattutto in relazione a tre riferimenti principali: l’affermazione secondo cui il Logos razionale fonda il tutto e si esprime nella legge naturale; la peculiarità paradigmatica della «storia sacra» ebraico-cristiana; la sua volontà di prospettarsi come la vera Chiesa. Una componente qualificante della fede è di presentarsi come memoria del kerygma originario che, lungi dal voler fondare una nuova religione, affermò una modalità di vita, resa possibile dall’annuncio, basata su una maniera specifica di percepire il tempo e di rapportarsi con il prossimo. Nei nostri tempi religione e fede sono diversamente sfidate dalle visioni cosmologiche, biologiche, valoriali e dalle prassi comunicative presenti nelle società. Per esemplificare, Piero Stefani si affida alla domanda su dove abiti Dio. La risposta a questo interrogativo apre il campo alla dimensione dell’accoglienza (e del rifiuto) e induce a riflettere sul comportamento richiesto ai credenti in relazione sia alla sfera pubblica propria di società pluraliste sia alla prassi intraecclesiale. «Si deciderà la Chiesa a cogliere la sua occasione storica e a riprendere la sua vocazione messianica?», si chiede in conclusione Giorgio Agamben. «Il rischio è che essa stessa sia trascinata nella rovina che minaccia tutti i governi e tutte le istituzioni della terra».

[Fonte: Regno-att. n.22, 2009, p.784]

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Ritiro spirituale del MLP

Ritiro del MLP a Ceglie Messapica (Br)

Lo scorso  13 dicembre sono stato invitato a guidare con una meditazione  il Ritiro di Avvento  del MLP (Movimento Laicale Passionista) della nostra Provincia religiosa. A Ceglie Messapica (Brindisi)  ho incontrato un centinaio di aderenti al Movimento, provenienti dalla stessa Ceglie Messapica, da Manduria (Taranto), da Trepuzzi (Lecce), da Bari,  da Racale (Lecce): un popolo in cammino sulle orme di S. Paolo della Croce e del suo carisma della Passione dal quale cercano di informare la loro vita familiare e professionale. Con la giornata di Ritiro (che si realizza periodicamente ) si è vissuto un momento di sosta  per ripartire per realizzare una maggiore adesione al progetto cristiano, illuminato e guidato dalla spiritualità passionista.

Tutto si è svolto in  un clima di raccoglimento, di preghiera, di gioia e di fraternità, sotto la guida del Presidente regionale dott. Graziano Massari e dell’assistente spirituale P. Cosimo Chianura, consultore provinciale per l’apostolato. La comunità passionista di Ceglie, superiore P. Fernando Elia,  ci ha aperto le braccia con accoglienza fraterna e grande disponibilità.Rit

La meditazione che ha guidato la riflessione  è stata su “La gioia del Natale”, partendo dall’annuncio dell’ angelo ai pastori  nella notte santa “Vi annunzio una grande gioia”. Messo in evidenza il profondo innato desiderio dell’uomo di ogni età a vivere nella gioia, ci siamo premurati di metterci in guardia sulle minacce di questo sentimento dell’uomo e dalle facili evasioni che potrebbero farci deviare lasciando poi l’amaro in bocca.

Non si tratta di un facile entusiasmo momentaneo, né del ricorso all’effimero o ai paradisi artificiali. La luce di Natale indica la via da percorrere, aprendo le porte  a Cristo che nasce nuovamente per portare  la gioia autentica e resistente anche alle inevitabili delusioni e sofferenze che collezioniamo lungo la vita. Cristo è la nostra gioia. Cristo conosciuto nella parola, amato nella comunione con Lui e con i fratelli, ricercato nei sacramenti specialmente della Riconciliazione e dell’Eucaristia, e testimoniato attraverso l’annunzio di speranza e con l’ottimismo che possono salvare il mondo.

La celebrazione eucaristica presieduta da P. Cosimo è stata il clou della giornata nell’incontro del Cristo che nasce ogni volta per noi nell’Eucaristia. La Parola della III domenica d’avvento ci ha messi sulla strada del Battista che con la sua testimonianza ci accompagna ogni anno a preparare le vie a Cristo, e con la consegna di un depliant che ricorda lo spirito col quale S. Paolo della Croce viveva il Natale.

Il pranzo a sacco ha evidenziato la carica di fraternità e condivisione che caratterizza il nostro gruppo, con una allegra animazione tra canti e brindisi augurali.

Un momento conclusivo a livello organizzativo  ha evidenziato la voglia di ritrovarsi più spesso per incentivare  fruttuosamente la comune vocazione  a partecipare alla grande Famiglia passionista.

Padre Salvatore Semeraro