Cari Confratelli,

in questo anno 2010, probabilmente nel mese di settembre, verrà dichiarato beato il grande cardinale John Henry Newman. E’ un evento che rallegra tutta la Chiesa, ben al di là dei confini della nostra Congregazione. Newman, già pastore e illustre teologo anglicano, professore ad Oxford, passò alla Chiesa cattolica nel 1845 attraverso il beato Domenico Barberi e fu attivissimo anche come cattolico in diversi campi di apostolato. La profondità del suo pensiero non fu immediatamente compresa, ma lui era sicuro della sua rettitudine e cosciente della validità di quanto insegnava. Previde lui stesso che sarebbe stato valorizzato di più dopo la sua morte. Infatti, la sua fama è andata sempre crescendo e molti si ispirano a lui.

La nostra Congregazione ha avuto una grande parte nella sua conversione. Newman fu colpito anzitutto dalla preghiera di Paolo della Croce per l’Inghilterra. Non poteva umanamente spiegarsi questa ispirazione e pensava a qualcosa di soprannaturale. Sapeva che Paolo aveva previsto che i suoi figli sarebbero arrivati in Inghilterra. L’amicizia con Giorgio Spencer, divenuto poi P. Ignazio di San Paolo, instancabile nel promuovere una crociata di preghiere per l’Inghilterra, favorì ancora il suo concreto avvicinamento alla Chiesa di Roma.

Ma fu certamente il beato Domenico chi lo impressionò maggiormente per la sua santità, per la certezza di aver ricevuto la missione di evangelizzare l’Inghilterra e la fedeltà a questa missione, per il grandissimo amore verso gli anglicani che sempre manifestò. La Lettera ai professori di Oxford, scritta dallo stesso beato, è un documento di stima, affetto, totale dedizione fino a desiderare il martirio a favore dell’Inghilterra. La conoscenza di tale opera impressionò fortemente il Newman.

Domenico, che fu probabilmente il primo ad usare l’espressione fratelli separati per indicare i cristiani non cattolici, condivideva col Newman un grandissimo rispetto verso le altre chiese, che faceva loro evitare il disprezzo, l’ostilità, la diffamazione che purtroppo erano tanto diffusi fra i cristiani delle diverse denominazioni fino, si può dire, al Concilio Vaticano II. In questo senso sono ambedue precursori del Movimento ecumenico e promotori di un ecumenismo fondato anzitutto sulla stima, l’ascolto e la simpatia per l’altro. Cor ad cor loquitur, era il motto episcopale di Newman. E Domenico era pieno di amore verso i fratelli separati.

Il Consiglio generale desidera che in questa occasione sia ricordata la grande importanza che ebbe l’attività di Domenico Barberi, di Ignazio Spencer e di altri passionisti in quella che Newman stesso chiamò second Spring, una nuova primavera del cristianesimo inglese. E’ stata costituita una commissione, nelle persone dei PP. Adolfo Lippi (PRAES), Fernando Taccone (PIET), Giuseppe Comparelli (DOL), P. Benedict Lodge (IOS) e la collaborazione del postulatore generale P. Giovanni Zubiani, per programmare pubblicazioni, incontri, approfondimenti. Sono state contattate case editrici per la pubblicazione della Lettera ai professori di Oxford e di altre opere importanti del Beato. Si sta programmando un seminario di studi con l’apporto di specialisti degli studi newmaniani. Vari articoli verranno pubblicati su giornali e riviste, nostri e di altri.

E’ questa l’occasione per il rilancio di una figura tanto importante per la storia della Congregazione e della Chiesa stessa quale è quella del beato Domenico Barberi, la cui grandezza, come santo, come apostolo e come pensatore merita certamente di essere valorizzata ben più di quanto lo sia stata finora.

S. Paolo della Croce, nostro Padre e Fondatore, ci benedica, e il Beato Domenico ci accompagni.

Con fraterno affetto

P. Ottaviano D’Egidio cp, Superiore  Generale

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