Omelia del Provinciale Padre Antonio Curto durante la celebrazione eucaristica per i sessanta anni di consacrazione religiosa nella famiglia passionista di frà Luigi Petrosillo, decano nella comunità di Manduria.
Fra’ Luigi il 18 agosto del 1948 bussasti giovane ventiquattrenne al nostro convento di Ceglie Messapica. Dopo aver vissuto la tragica esperienza della II Guerra Mondiale, indirizzato e consigliato da santi sacerdoti giungesti a Ceglie Messapico, nella comunità di quei religiosi passionisti che avevi avuto modo di incontrare nella tua Monopoli e facesti il noviziato sotto la guida di un santo religioso: P. Leonardo Vetrugno, volato al cielo prematuramente. E’ qui presente oggi il tuo compagno di noviziato: l’allora Conf. Davide!
Emettesti la tua professione religiosa il 25 marzo 1950 a Laurignano ai piedi della Madonna della Catena che oggi abbiamo la gioia di ospitare nella nostra chiesa agli inizi del pellegrinaggio del mese di Maggio in questa nostra parrocchia di Manduria.
Il 19 agosto 1953 giungesti in questa casa di Manduria, che possiamo considerare la tua dimora di sempre perché vi hai trascorso ben 51 anni, impegnato nei diversi uffici cui ti ha chiamato l’obbedienza religiosa, rimanendo sempre a contatto con la realtà viva della provincia religiosa. C’erano gli studenti e Fra Luigi è sempre stato giovane come loro, amico e confidente di tutti, li guidava e animava in quell’altra caratteristica anch’essa fondamentale nella vita religiosa il “labora”, il lavoro manuale!
Quanta strada ha macinato Fra Luigi con il suo camioncino Fiat 616 con gli studenti, con i religiosi? Fra Luigi era sempre pronto alla chiamata del provinciale per accompagnare i diversi religiosi nei loro cambiamenti di sede.
Personalmente, quando nel 1972 partii con i miei compagni di corso per continuare gli studi a Roma chi ci accompagnò? Fra Luigi! E nel 1977, al termine, chi ci riaccompagnò in provincia? Fra Luigi!
E non è stato solo questo il servizio reso da Fra Luigi alla comunità sia provinciale che di Manduria! Non vi è pietra in questo convento, nel suo giardino che non parli di Fra Luigi. E’ curioso sentirlo raccontare quando, in estate, di notte si alzava per dare acqua alle piante dell’orto!
Altra esperienza personale.
Agli inizi dei lavori di ristrutturazione del convento, di fronte a difficoltà tecniche, a chi dovevo chiedere notizie e informazioni dirette? A Fra Luigi! La memoria storica che tutto sapeva e ricordava benissimo! Ne è passato di tempo, sono cambiate tante cose, forse nel modo che nemmeno ci saremmo attesi! Ma Fra Luigi è ancora qui testimone silente e fedele di ben 60 anni di consacrazione nel servizio a Dio ed alla comunità. Il convento, il giardino non è più lo stesso, ma, se è quello che è, lo dobbiamo a Fra Luigi che ringraziamo sempre di cuore.
Ed il rapporto con il mondo esterno? Anche qui racconto una esperienza personale…
Andando a benedire le case prima di Pasqua o portando la comunione agli anziani, spesso mi sono sentito dire:”ma io ricordo un padre… tanto buono… che lavorava tanto nel giardino… quello che trovava l’acqua e faceva scavare i pozzi…”. Chi era? Fra Luigi! Quanti pozzi in tutta la Puglia? Quanti in Calabria, in Basilicata, in Italia ha fatto scavare Fra Luigi? Quante aziende agricole, quante famiglie, per dirla con le parole della Seconda Lettura di oggi (Ap 7,9ss): “non hanno più sete, non li colpisce più il sole né arsura alcuna”? E tutto questo per la gloria di Dio!
Qualche anno fa ha avuto anche l’onore di una intervista di esperti geologi alla RAI. Quante volte Fra Luigi ci espone, come un dotto scienziato la sua teoria sulla provenienza delle acque del sottosuolo della nostra Puglia! E come si infervora! E come ne parla con la forza, la convinzione, la sicurezza di un esperto scienziato! Oggi si parla molto di salvaguardia del creato, di cura ed attenzione per il sottosuolo, di rispetto per la madre-terra! Fra Luigi ha preceduto i tempi!
Mi fermo qui, Fra Luigi, interpretando anche i sentimenti ed il pensiero di tutti i nostri religiosi che, in un modo o nell’altro, hanno avuto l’opportunità di sentire la tua vicinanza e solidarietà, il tuo affetto e la tua carità attenta e delicata. Quanta storia, quanta vita nel cuore di Fra Luigi che, sarebbe ancora pronto, se l’obbedienza non glielo impedisse, ad attraversare le campagne, le colline, le montagne in cerca di acqua per dissetare e dare nuova vita.
Caro Fra Luigi, l’età, il tuo cuore affaticato, non te lo permettono più. “E’ tanto, come spesso ti dico, quello che hai fatto. Continua a coltivare il primo aspetto della vita religiosa “l’ORA”.
Prega per noi che continuiamo, anche se non con la tua competenza e bravura a custodire, migliorare, incrementare la tua opera. Oltre all’acqua ci hai saputo donare tanta grazia, anche se non quella sacramentale legata al sacerdozio, ma quella della tua testimonianza di fede, di servizio, di carità, discreto, prudente, , paziente, umile, nascosto, silenzioso! Difatti oltre a ricordare Fra Luigi per il suo servizio pronto, generoso, gratuito, nel mondo esterno lo si ricorda sempre per la sua testimonianza di fede e di vita religiosa!
La macchina del tempo scorre inesorabilmente. Sono trascorsi 60 anni dalla sua Professione Religiosa. Fra Luigi c’è ancora con la sua presenza discreta, nella penombra non solo fisica, nei corridoi, negli ambienti del convento, nel coretto alla mia destra dove lo vidi la prima volta la sera del Natale del 1967, seminascosto nel suo ampio mantello, con la corona del rosario tra le mani.
Fra Luigi, ci conceda il Signore di vederti ancora tra noi per lunghissimo tempo! AMEN!




















3 Commenti a "Il “labora” di frà Luigi e il tributo della Provincia"
Auguri frà Luigi!
L’inserimento dell’omelia del 60° di Fr. Luigi è stata una felice idea che apprezzo e ti riungrazio. Mi piace sottolineare il penultimo capoverso, la sintesi più vera e più bella della testimonianza di Fr. Luigi.
Grazie! P. Eugenio
Auguroni di cuore. Quando vengo a Manduria ti rivedo sempre volentieri e ti ringrazio ora per il sorriso che sai sempre dispensarmi e che per me è segnale della tua anima abbandonata serenamente nel Signore.
Grazie Leone