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P. Davide nella casa del Padre

P. Davide nella casa del Padre

Il 21 gennaio 2011, nel convento passionista di Trepuzzi (Lecce), è tornato al cielo P. Davide Guastamacchia. Il religioso nato a Terlizzi il primo giugno 1925, ha professato il 15 ottobre 1950, ordinato sacerdote il 14 marzo 1959. P. Davide è stato superiore, vicedirettore, punto di riferimento per gli istituti religiosi femminili e i laici riguardo la direzione spirituale e le confessioni. Sempre disponibile e di animo lieto, lascia un ottimo ricordo ai suoi confratelli.

Ricordiamolo nella preghiera.

Il presepe di Pink

Il presepe di Pink

L’arte della ceramica calabrese affonda le proprie radici nella Magna Grecia e naturalmente nella vicina Sicilia, così profondamente imbevute di cultura ellenica. I ritrovamenti di materiali prodotti su modelli greci hanno rivelato in tutta l’Italia meridionale autentici tesori, oggi conservati nei musei archeologici. Alle origini di questa preziosa tradizione è una leggenda suggestiva, legata alla figura mitica di Agatocle, re di Sicilia. Figlio di Carcino. Carcino, esule da Reggio Calabria in Sicilia per ragioni politiche, intraprende l’arte del vasaio a Terme Selinunte (l’attuale Sciacca).

Agatocle, fedele all’amore che il padre gli ha tramandato per la ceramica, divenuto re fa imbandire le sue tavole solo con vasellame in ceramica, dichiarando a chi gliene chiede il motivo che era «figlio di padre vasaio».

Nell’alto medioevo la ceramica calabrese subisce l’influenza dell’arte bizantina, copta e delle ceramiche musulmane di Sicilia. Questa ricchezza di contatti viene amplificata dalla presenza in terra calabrese degli ebrei, specializzati nelle lavorazioni artigianali e industriali. Nell’entroterra crotonese si sono trovate testimonianze di una fiorente lavorazione di ceramiche, databile alla dominazione normanna. Tra questi una splendida coppa, ritrovata a Caccuri, artisticamente lavorata che raffigura un gallo con nastri colorati intorno al collo, conservata nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Molti motivi decorativi erano comuni al repertorio ceramico del tempo e a quello della seta, il cui commercio era monopolio delle comunità ebraiche.

La mostra/gioiello che presentiamo dal titolo “Il Presepe di Pink” espone due importanti pezzi del maestro Pino La Fauci, (artista siciliano, di Noto in provincia di Siracusa, che nel 1960 apre a Belvedere Marittimo Arte Pink ) e altre tre opere dell’architetto Tiziano De Luca, suo primo discepolo, depositario e continuatore della sua opera.

Pino Le Fauci, fu chiamato dalla Calabria per insegnare l’arte di lavorare la ceramica proprio nei luoghi dove quest’arte affonda millenarie radici .Maestro d’arte dal 1960, insegna in numerose strutture, pubbliche e private. Fonda la sua scuola  d’arte a Belvedere Marittimo (CS), rimasta tutt’oggi tra le più importanti, per la sua prestigiosa ed originale produzione di ceramica artistica. Come artista della ceramica, crea inconfondibili sculture e bassorilievi, dai colori solari e dai morbidi tratti. Espressione di un genio originale lo ricordo descrivere, quando lo conobbi alla fine degli anni ’70, il suo lavoro col tono pacato, sfuggente, di chi non ama dire di se con le parole.

Artista puro si esprime mediante le sue creazioni che riempiono di silenzi il suo spazioso studio. Pezzi unici e non produzione in serie. I suoi personaggi,spesso espressi  con  segno guttusiano ed espressionista  aprono l’animo più segreto e appartengono ad una cultura del meridione oggi scomparsa. Queste sono figure reali radicate nella loro terra ma allo stesso tempo spaziose, libere,esseri dai forti corpi ma con un’espressione sul volto di solitaria meditazione che può farli volare oltre ogni impedimento. Ma la linea e la finezza narrativa delle sue opere sono sempre nuove fino a regalarci anche creazioni bizantine, eteree, ieratiche quasi magiche legate alla nostra più antica tradizione.

Il nome “ArtePink”, come racconta lo stesso maestro, deriva da “Pink”, che in inglese significa“rosa“, il colore dell’argilla cotta tipica del luogo da dove viene estratta; ed anche la“P”  come iniziale del suo nome, Pino.

Oggi la tradizione continua con l’architetto Tiziano De Luca. I personaggi e gli oggetti Pink, ispirati al folklore calabrese, sono interpretati in originale esecuzione nello storico laboratorio, che ancora oggi mantiene inalterate le sue caratteristiche di lento e paziente lavoro rigorosamente artigianale.

Ogni pezzo, lavorato e dipinto interamente a mano,è unico nel suo genere.

La passione che da sempre contraddistingue il lavoro dell’ArtePink amalgama passato e presente, offrendo una rivisitazione della tradizione in chiave moderna, con linee che rispondono ai gusti e alle tendenze del design contemporaneo.

(a cura di Andrea Lifrieri e Stefania Bosco)

Link utile:  artepink.it

Sintesi del Sinodo Generale 2010

Sintesi del Sinodo Generale 2010

Sicuramente alcuni di voi hanno seguito il sinodo attraverso le notizie che man mano comparivano in internet. Come si può ben capire il tema è stato quello della Ristrutturazione in atto nella Congregazione. Il tutto si è svolto in un clima sereno e la precedente eccessiva enfatizzazione di certe posizioni si è attenuata e, pur rimanendo evidenziate le differenze nella comprensione e nell’esplicitazione del nostro carisma, tuttavia nessuno ha messo in dubbio che alla base di tutto il nostro operare  ci sia la Memoria Passionis e non altre cose.

Anche JPIC (giustizia, pace e integrità del creato) precedentemente presentata con eccessiva enfasi, a cui è stata dedicata un’intera giornata del Sinodo, è stata ricondotta nell’alveo di una più riconoscibile parte del nostro impegno nel seguire Gesù Crocifisso scoperto, amato e annunciato attraverso un’intensa vita spirituale e apostolica e presente nei fratelli più poveri e abbandonati ai quali dobbiamo far arrivare il nostro amore.

La nostra stessa presenza alle Nazioni Unite ha come scopo d’influire per eliminare le cause che generano la povertà e le ingiustizie. Noi Passionisti, presenti in 60 nazioni, con l’esperienza sul campo possiamo conoscere le situazioni reali nelle quali occorrono interventi concreti e immediati in difesa di chi non ha voce e subisce ingiustizia e di chi si trova in situazioni di estrema povertà e sofferenza. Sono stati ricordati alcuni casi in cui l’impegno in favore dei poveri e degli emarginati vede coinvolti alcuni nostri confratelli come P. Mario Bartolini (PIET) che lavora in Perù da tantissimi anni e che ultimamente è stato chiamato in giudizio con l’accusa di aver fomentato violenze, mentre egli opera solo per difendere i diritti dei campesinos dai soprusi della multinazionali; di P. Antonio Rodriguez che opera in El Salvador che è stato accusato di fare parte di bande giovanili mentre egli sta aiutando dei giovani a reinserirsi nella società e di P. Richard Frechette presente ad Haiti come sacerdote e medico per curare i bambini ammalati di AIDS, ecc. [...]

Clicca e scarica la sintesi completa del Sinodo Generale (formato Word) (50)

L’avventura di Paolo della Croce nella pittura

L’avventura di Paolo della Croce nella pittura

In occasione della celebrazione del Primo Centenario della Provincia del Sacro Costato, 1905-2005, tra le altre iniziative: Convegno di studio “Tra memoria e profezia” – Mostra itinerante storico-vocazionale ecc. – ci fu, a Fuscaldo, una Personale del pittore-scultore, Maurizio Carnevali di Lamezia Terme, sulla “Avventura spirituale” di San Paolo della Croce, che volentieri partecipiamo a tutta la Famiglia Passionista e quanti si gloriano della Croce del Signore Gesù!

(P. Claudio Ricci)

XII Lettera Circolare del Padre Provinciale

XII Lettera Circolare del Padre Provinciale

Cari Fratelli, torna opportuno per noi in questi tempi tanto difficili e travagliati in ogni campo della vita sociale, politica, ecclesiale, religiosa, sia in campo nazionale che internazionale, prendere sempre più coscienza del fatto che la nostra vita umana e cristiana è stata cambiata dall’incontro con Cristo.

Per questo, infatti, ci siamo impegnati a vivere in pienezza superando ogni difficoltà e sofferenza proprie della vita umana, e a trasformarle in una ulteriore opportunità per entrare sempre più profondamente in contatto con Dio, origine e fonte della nostra gioia.

Tutto questo, nonostante le nostre sofferenze e limiti sia personali che istituzionali, oltre a farci crescere nella gioia, rafforzerà sempre di più e meglio in noi i legami di carità che, nella nostra famiglia religiosa, ci uniscono gli uni agli altri.

La nostra gioia deriva, come scrive Paolo in Fil 3,1; 4,4 dall’esperienza di saperci salvati da Cristo e si fonda non sul nostro impegno ma nel Signore che salva, nella sua grazia. La gioia si radica nell’amore umiliato e donato di Cristo Gesù, il salvatore (Fil 3,20) riconosciuto, proclamato ed annunziato in tutto il mondo come Signore.

Non è la gioia propria di chi vanta l’amicizia di questo o quel potente del momento, per cui cerca privilegi, riconoscimenti, sicurezza, status sociale, onore, ma è la gioia vera e profonda data dalla salvezza di Cristo, grazie alla quale tutti, anche in mezzo alla sofferenza, siamo conformati a Cristo Gesù, il servo ed il Signore.

La nostra gioia allora testimonierà che la nostra vita è stata cambiata completamente, che sono cambiati i nostri valori ed i nostri criteri di giudizio (Fil 3,8) che ci danno la chiave di lettura per comprendere e valorizzare la vita. Tutto questo ci porta a vivere nella gioia pur essendo provati dal dolore e dalla sofferenza.

La radice della nostra gioia è certamente teologica, non antropologica: si fonda su Dio stesso e nella sua opera di riconciliazione e di salvezza e suppone una profonda immersione nel mistero del Cristo umiliato e abbassato che ricrea e dà pienezza a tutto ciò che è umano. Detto in altro modo, questo significa essere stati “crocifissi con Cristo” (Fil 3,9); affermazione che esprime in maniera profonda lo spiazzamento che è avvenuto nella nostra vita [...]

Clicca e scarica la XII lettera circolare del Padre Provinciale (documento integrale, formato Word) (76)