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	<title>PROVINCIA A LATERE IESU &#187; Spiritualità</title>
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	<description>Passionisti di Puglia, Calabria e Basilicata</description>
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		<title>PROVINCIA A LATERE IESU &#187; Spiritualità</title>
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		<title>Lettera del Superiore Generale dei Passionisti per il Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Congregazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Cari fratelli e sorelle della Congregazione e della Famiglia passionista, viviamo con il Natale la venuta di Dio tra noi: è un Bambino che nasce in una famiglia, Maria e Giuseppe sposi, che lo amerà con la semplicità e con la dedizione di coloro che sanno che Dio è nella loro casa e lo custodiscono con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2954" title="Natività_Maria_Child" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Natività_Maria_Child.jpg" alt="" width="569" height="569" /></p>
<p style="text-align: justify;">Cari fratelli e sorelle della Congregazione e della Famiglia passionista, viviamo con il Natale la venuta di Dio tra noi: è un Bambino che nasce in una famiglia, Maria e Giuseppe sposi, che lo amerà con la semplicità e con la dedizione di coloro che sanno che Dio è nella loro casa e lo custodiscono con fede nel silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Angelo nell’Annunciazione aveva detto a Maria: &#8220;Ecco, tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli sarà chiamato figlio dell’Altissimo&#8221; (Lc.1,31-32 ) E come è umana la Sua nascita! Si è immerso in pienezza nell’umanità: inviato dalla comunione perfetta della Trinità è entrato nel mondo dei conflitti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2947"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù nasce come uomo nel contesto della sua storia contemporanea: &#8220;In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento su tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Anche Giuseppe dalla città di Nazaret salì a Betlemme per dare il suo nome con Maria sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché per loro non c’era posto nell’albergo&#8221; (Lc.2,1-7).</p>
<p style="text-align: justify;">Si sorvolano quasi sempre con rispetto e pudore le parole dell’angelo: &#8220;concepirai nel grembo&#8221; anche se le recitiamo nell’Ave Maria, e &#8220;Maria sua sposa, che era incinta… giunse per lei il tempo di partorire&#8221;, donna incinta come tutte le donne del mondo che attendono un figlio; giunse per lei il tempo di dare alla luce Gesù: Dio nasce come nascono tutti i Bambini del mondo e Maria è madre e genera, anche se immacolata, come tutte le mamme che generano un figlio e lo allattano. Maria , secondo il racconto della natività, dà alla luce colui che era stato annunciato, nella povertà e nella solitudine di un viaggio avventuroso. Non sarà lei a raccogliere l’annuncio glorioso degli angeli: &#8220;Vi annuncio una grande gioia, è nato per voi un Salvatore&#8221;, ma saranno i pastori a portargli il messaggio ed ella sarà ancora nella condizione di accoglierlo nelle fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Maria medita su questi eventi, cerca di penetrarne il senso.(Lc 2,19) E’ lo sforzo della fede che tenta faticosamente di inoltrarsi nel mistero di Dio. Il rapporto tra questa maternità nella carne e lo sforzo di accoglienza nella fede dell’evento Gesù, troverà il suo compimento quando una donna tra la folla &#8220;alzò la voce e disse&#8221;: &#8221; Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!&#8221;. Ma Gesù disse: &#8220;Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica&#8221; ( Lc.11,17-28 ).</p>
<p style="text-align: justify;">E Maria oltre che portarlo nel seno, oltre che allattare il Figlio di Dio, è collocata dalle parole profetiche del vecchio Simeone, a fianco della sua missione: &#8220;Anche a te una spada trafiggerà l’anima&#8221;. Se Gesù sarà &#8220;segno di contraddizione&#8221;, incontrerà cioè la prova, la contestazione, il rifiuto del popolo che egli è venuto a salvare, Maria dovrà partecipare alla missione dolorosa del Figlio. Anche qui Maria appare come madre, ma soprattutto come la &#8220;credente&#8221; che &#8220;ascolta la parola di Dio e la mette in pratica&#8221;, ed alla quale è riservato un cammino nell’oscurità, nella prova e nel dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi crede e ama Dio diventa parte della Sua missione e se Dio lo cerca, lui si lascia trovare e ne accetta i progetti anche senza conoscerne i dettagli, come Maria. E su questo punto siamo interpellati tutti, religiosi e laici ognuno nella propria condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">E possiamo domandarci con stupore, sorpresi da tanta semplicità: ma il Bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia per animali, è proprio Lui il Dio annunziato dai profeti e atteso come Messia che libererà il popolo oppresso? E&#8217; la stessa domanda che gli rivolse anche Giovanni quando Gesù, già adulto, aveva iniziato la sua missione: &#8220;Sei tu quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?&#8221; (Mt 11,2).</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù non si stupisce di questa domanda, comprende le perplessità di Giovanni e gli apre la mente e il cuore: &#8220;Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Beato chi non si scandalizza di me&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù non risponde direttamente, ma invita a guardare le opere, a scoprire la presenza di Dio nella parola e nei segni: &#8220;riferite ciò che voi udite e vedete&#8221;. Ma a volte siamo ciechi e non vogliamo vedere e non vogliamo udire. E in molte occasioni e in molti modi, sia a livello personale che di Congregazione, possiamo rifiutare la sua novità come i suoi concittadini a Nazaret quando entrato di sabato nella sinagoga lesse la profezia di Isaia: &#8220;Lo spirito del Signore è sopra di me per questo mi ha consacrato e mi ha inviato a portare ai poveri il lieto annuncio, ad annunciare ai prigionieri la liberazione e il dono della vista ai ciechi, per liberare coloro che sono oppressi, e inaugurare l’anno di grazia del Signore&#8221;. &#8220;Poi arrotolato il volume disse: &#8220;Oggi si è adempiuta questa scrittura per voi che mi ascoltate&#8221;. Ma fu rifiutato: liberare gli oppressi e portare ai poveri la buona novella, era il cuore della sua missione e per questo necessitava la conversione e il cambiamento del cuore e delle proprie certezze formate negli anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed in profonda sintonia con la risposta data ai discepoli di Giovanni e a quanto letto nella sinagoga a Nazaret, Gesù in Matteo 25, ci invita a riconoscerlo negli ammalati, negli affamati, nei carcerati, nei poveri e diseredati di questo mondo. Ma è necessario avere occhi e sapienza evangelica per riconoscerlo e conversione nel cuore per comprendere i segni che Dio ci invia e per mettersi in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">E nel Natale il segno indicato anche dagli angeli, è un Bambino avvolto in fasce. In Lui coincidono parola e segno, semplicità e povertà, dono e gloria di Dio: il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi. Il Bambino Gesù è il linguaggio di Dio che ci rivela che non solo l’uomo è in Dio, ma principalmente che Dio è nell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">E ci fa comprendere che la perfezione non consiste nel realizzarsi in sè, ma nell’altro; che la grandezza non sta nell’essere servito, ma nel servire; che il culmine della libertà è essere liberi da se stessi, liberi per gli altri e per Dio; che liberi è vivere con abbandono sereno e totale a Dio pur nella sofferenza e nella malattia; che la pienezza dell’amore non è essere amato, ma amare. Così è per l’uomo e così è per Dio: Il Bambino a Betlemme e il Crocifisso sul Golgota sono il segno e il dono di uno stesso amore. S. Paolo della Croce ci apra il cuore alla comprensione di così tanto amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon Natale! Il Nuovo Anno 2012 sia un anno di pace per le nostre comunità, per le monache e per le religiose passioniste, per le famiglie e per il mondo. Ci sia lavoro per i disoccupati e un futuro più sereno per i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Un particolare ricordo agli ammalati, a chi è solo e a chi soffre nello spirito, anche a nome del Consiglio Generale e dei religiosi della Comunità dei SS. Giovanni e Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P. Ottaviano D’Egidio </strong>- Superiore Generale cp.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritiro dei SS. Giovanni e Paolo</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 20 dicembre 2011</p>
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		<title>Anniversario professione religiosa dei PP. Massimiliano Martorelli e Salvatore Semeraro: omelia del Superiore Provinciale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita religiosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Carissimi, porgo il mio cordiale saluto al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Lecce Mons. Fernando Filograna, al Professor Padre Gianbattista Mancarella, al Signor Sindaco, al Maresciallo dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale, al coro e a tutti voi amici e fedeli. Che il Signore, in mezzo a noi, ci faccia vivere un momento di serenità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: justify;">Carissimi, porgo il mio cordiale saluto al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Lecce Mons. Fernando Filograna, al Professor Padre Gianbattista Mancarella, al Signor Sindaco, al Maresciallo dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale, al coro e a tutti voi amici e fedeli.</p>
<p style="text-align: justify;">Che il Signore, in mezzo a noi, ci faccia vivere un momento di serenità e di grazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2792"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono felice che sia toccato a me presiedere questa Celebrazione è l’occasione giusta per offrire questo servizio con motivati sentimenti di gratitudine verso P. Massimiliano e P. Salvatore: a loro sono particolarmente legato, ambedue hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione alla vita religiosa e sacerdotale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so se è una provvidenziale coincidenza o una scelta voluta aver fissato ad oggi, 3° domenica di Avvento, la celebrazione degli anniversari di consacrazione religiosa dei Padri Massimiliano Martorelli e di P. Salvatore Semeraro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la domenica della gioia. Come abbiamo ascoltato dalle letture bibliche, Isaia ci invita a gioire nel Signore e San Paolo ci chiede di stare sempre lieti: s’intravede la meta per cui la Chiesa ha intrapreso l’itinerario spirituale che ci vuole introdurre nella grotte della natività ed incontrare il Redentore.</p>
<p style="text-align: justify;">E i nostri Padri ci invitano a condividere la loro gioia per i lunghi anni di fedeltà e di perseveranza nella Famiglia dei Missionari Passionisti di Puglia Calabria e Basilicata.</p>
<p style="text-align: justify;">P. Massimiliano emise la sua prima professione di povertà castità ed obbedienza nel 28 ottobre 1951 a Ceglie Messapica (BR), dopo un anno di prova sotto la guida di un Santo religioso, P. Leonardo Potì di Novoli; P. Salvatore il 15 settembre 1961 a Laurignano (CS) sotto la guida di P. Marcello Spagnolo anche egli di Novoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gioia di questi due confratelli non è semplice emozione, ma nasce da un incontro che trasforma e motiva la loro vita. Questa è un susseguirsi di esperienze forti in un lungo cammino di formazione: Gesù, presenza costante, lascia nel loro cuore un segno indelebile di amore causa di gioia e di pienezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Amore non avrà mai nessun prezzo!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa domenica di Avvento oltre il tema della gioia, ci presenta la figura di Giovanni il Battista. Il Vangelo ci racconta che i sacerdoti e i leviti vogliono conoscere la sua identità; ma Giovanni non parla di sé, parla di Gesù. La figura di Giovanni ci sconvolge.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il testimone di Gesù, è la Sua voce, battezza in attesa del Suo Battesimo, è totalmente legato a Lui. Senza Gesù, il Battista non può vivere. I nostri confratelli hanno sperimentato ciò e lo confermano più che mai, dopo anni di esperienza diretta. Gesù sazia tutte le loro attese e speranze, è la vera luce del mondo. Come il Battista, essi sono umili testimoni, ponti e non diaframmi nei confronti di coloro che vogliono vivere da credenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù sazia tutte le loro attese e speranze, per essere voce di uno che è Parola; per indicare al mondo Colui che è sempre in mezzo a noi ma che, a volte, non si riesce a scorgere, perché troppo carichi di impegni, e preoccupazioni; per essere gioiosi testimoni del Vangelo.</p>
<p style="text-align: justify;">La celebrazione del 50° e 60° di professione religiosa è una grazia di gratitudine e d’impegno. E’ celebrazione delle meraviglie di Dio!</p>
<p style="text-align: justify;">P. Massimiliano e a P. Salvatore nel rinnovare la loro consacrazione abbracciano con stupore <strong>il Crocifisso</strong>: amore al limite, che si dona gratuitamente, senza condizioni, senza riserve; piegano la loro esistenza davanti al <strong>tabernacolo</strong>, Presenza silenziosa e appassionata, che spinge avanti la storia, guarisce le ferite e ricapitola tutto nel cuore del Padre; accolgono il <strong>rosario</strong>: la contemplazione di tutto il Mistero di Cristo con lo sguardo e il cuore di Maria.</p>
<p style="text-align: justify;">La consacrazione cambia la vita e, come ci si accorge di poter donare qualcosa agli altri, una storia più grande di loro li prende per mano e li porta sulle ali dell’Amicizia con Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile, ma si procede nella consapevolezza di non essere soli: la preghiera, l’Eucaristia, gli occhi ti tanta gente che hanno colorato le loro giornate, i confratelli che ogni giorno hanno condiviso con loro gioie e dolori, hanno permesso loro di affrontare questa splendida avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie carissimi, grazie al vostro coraggio, alla vostra audacia, alla vostra intelligenza. Grazie per la vostra presenza e la vostra testimonianza, grazie per la quotidiana testimonianza di carità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie per la gioia e l’amore con cui oggi accogliete la vostra condizione: è un modo privilegiato di essere presenza efficace nella chiesa e nella società.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa celebrazione è per tutti noi un domandarci come noi rispondiamo all’amore del Signore, nella nostra vita concreta di chiamati o, semplicemente, di cristiani. La chiamata è un mistero. Gesù chiama a se chi vuole con libera scelta. Chiede di vivere insieme, in continuo contatto con lui. “Vivere in intimità con il Signore è vivere tutto come grazia. L’uomo in ginocchio davanti a Dio, in adorazione, si trova al suo vero posto, perché afferma che egli è nulla mentre Dio è tutto”. Consapevoli della nostra povertà, delle nostre fragilità, in Dio troviamo la nostra ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la celebrazione, P. Salvatore e P. Massimiliano rinnoveranno la loro professione, tutti sperimenteremo la grazia del Signore: sentiremo il suo sguardo posarsi su ognuno di noi, rivivremo il giorno in cui abbiamo percepito il suo invito a seguirlo. Abbiamo tutti potuto rispondere, ancora una volta, come il profeta: “Mi hai chiamato, eccomi, Signore!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro che la nostra vita di preghiera, e la nostra testimonianza di spiritualità e interiorità parli sempre di Dio, della sua bontà e della sua misericordia. Se, infatti, parliamo solo delle nostre idee, dei nostri progetti, delle nostre iniziative, forse toccheremo, la mente delle persone. Se, invece, parliamo di Dio e lo testimoniano con le nostre azioni, toccheremo certamente i loro cuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Possano, allora, le nostre parole di vita e le nostre azioni di pace toccare i cuori di chi spera e di chi teme, di chi soffre e di chi ama, di chi nasce e di chi muore.</p>
<p style="text-align: justify;">I maestri di vita spirituale ci ripetono sempre: <em>contemplata aliis tradere</em>: trasmettere agli altri ciò che si contempla, ossia trasmettere agli altri l’esperienza della comunione con Dio. Oggi il vangelo ci dice che c’è un deserto che fiorisce quando vi risuona una voce vera.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo al Signore, la grazia di poter essere uomini e donne che sanno scomparire, annullarsi per fare spazio a Gesù, perché soltanto così, in questa perdita d’identità possiamo trovare la verità di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Accettate, dunque, i limiti della vita, non come una scelta di rassegnazione, ma come una scelta di fede. Questa scelta, come tale, comporta l&#8217;accettazione della presenza di un Altro nella propria vita, sia nel suo inizio che nella sua fine. La vita non ci appartiene. Essa non ha avuto inizio quando lo abbiamo deciso noi, e non ha termine neppure quando lo stabiliamo noi. L&#8217;esistenza umana è come la volta del firmamento sulla quale appendiamo le stelle dei nostri desideri e dei nostri progetti, la tela sulla quale disegniamo i contorni del nostro futuro. Ma questo firmamento, questa immensa tela celeste sulla quale disegniamo il mosaico della nostra vita e della nostra felicità ci sono stati concessi solo in prestito. Non ci appartengono.  Ecco religiosi che sono chiamati a piegare il cielo sulla terra e ad essere estremisti di speranza con la testimonianza della povertà, della verginità, dell’obbedienza per il Regno di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi Padri Massimiliano e Salvatore, con questa celebrazione oltre a ringraziare intendete confermare e rinnovare la consacrazione. Il Dio cui vi consacrate è il Dio dei martiri, dei mistici, degli operatori di carità. E’ un Dio che non si svela nell’evidenza immediata, che non si lascia catturare dalla ragione, ma che si lascia incontrare nei testimoni credibili del suo amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo grati a voi perché con le mani alzate della preghiera unite la terra la cielo. Oggi, lo stesso Dio, dal silenzio di questo convento, ci ripete egli che ascolta la voce di coloro che pregano per quanti non sanno pregare, che fanno silenzio per quanti non sanno tacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa celebrazione ricorda a tante persone che se esse non credono in Dio, Dio crede in loro e aspetta con fiducia piena di misericordia il loro ritorno alla famiglia paterna. Infatti, Dio esiste nel cuore di quelli che lo cercano con sincerità ed onestà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un segno chiaro della sua esistenza è proprio la persistenza delle grandi domande nel cuore dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La consacrazione religiosa ci insegna a vedere con gli occhi del cuore che spinge il suo sguardo oltre le barriere dell’evidenza fisica e si affida alla logica dell’amore; è il vedere del piccolo principe, secondo la logica del quale l’essenziale è invisibile agli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari Padri, questa sera confermate la scelta della parte migliore, quella che non vi sarà tolta (<em>Lc </em>10, 41); ma l’avete scelta non per voi stessi, ma anche per tutti noi. Confermate con la vita che una sola cosa è necessaria, e cioè che bisogna andare oltre la società dell’apparenza, che bisogna imparare a vedere il sole anche quando è nascosto dalle nubi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno della testimonianza della vita consacrata, cioè di persone che facciano sentire la nostalgia del cielo, la bellezza di una dedizione totale alla causa del Regno, il senso di un’esistenza scandita dai ritmi della preghiera. Ha bisogno di persone che offrono gratuità dove c’è mercantilismo, vivono la purezza dove c’è corruzione, abbracciano la povertà dove c’è ricchezza, testimoniano speranza dove c’è disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da poco la luce del giorno ha ceduto il posto al buio della notte; ma per voi, cari padri, splende una nuova luce, quella dell’amore di Dio. Che i santi della nostra famiglia passionista benedicano la vostra consacrazione e continui ad essere feconda per il bene della Chiesa e del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Amen.</p>
<p style="text-align: justify;">(P. Cosimo Chianura, Provinciale)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera di saluto del Superiore Generale per la festa di San Paolo della Croce</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 07:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ottaviano d'Egidio]]></category>
		<category><![CDATA[passionisti]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo della Croce]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Carissimi fratelli della Congregazione e sorelle e fratelli della Famiglia passionista, è sempre bello e familiare ritrovarsi insieme nello spirito e dove è possibile anche nelle comunità e nelle famiglie per celebrare e gioire insieme in occasione della celebrazione della festa del Nostro Santo Padre S. Paolo della Croce. Lo amiamo perché è nostro Padre, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: justify;">Carissimi fratelli della Congregazione e sorelle e fratelli della Famiglia passionista, è sempre bello e familiare ritrovarsi insieme nello spirito e dove è possibile anche nelle comunità e nelle famiglie per celebrare e gioire insieme in occasione della celebrazione della festa del Nostro Santo Padre S. Paolo della Croce. <span id="more-2636"></span>Lo amiamo perché è nostro Padre, ma lo ameremmo anche se non fosse nostro Padre, lo ameremmo per quello che è e per quanto Dio ha operato in lui. Lo ameremmo per il dono del carisma ricevuto da Dio e riconosciuto dalla Chiesa come autentico e poi trasmesso a noi con la vocazione: la centralità della Passione di Gesù nella vita e nella missione sua e della Congregazione passionista e dei laici a noi affiliati come famiglia spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sorprendo sempre quando rileggo la poesia di Camillo Sbarbaro a suo padre:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Padre, se anche tu non fossi il mio Padre,</p>
<p style="text-align: justify;">se anche fossi a me un estraneo,</p>
<p style="text-align: justify;">fra tutti quanti gli uomini</p>
<p style="text-align: justify;">già tanto pel tuo cuore fanciullo t&#8217;amerei.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sono soltanto alcuni versi di una bellissima poesia d&#8217;amore e di profondo affetto, quella del poeta Sbarbaro al padre. Il sentimento che egli prova nei confronti di suo padre prelude da quell&#8217;indissolubile legame di sangue. Rievocazione piena di struggente nostalgia con versi semplici e significativi. Tutto gira e si concretizza intorno a questi versi: &#8220;Anche se fossi a me un estraneo, per te stesso egualmente t&#8217;amerei&#8221; (anche se tu non fossi legato a me da vincoli di sangue io ti amerei ugualmente per il delicato sentire della tua anima). E&#8217; quanto possiamo noi dire a S. Paolo della Croce con spontanea sincerità anche se non fosse, per assurdo, nostro Fondatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ameremmo per la sua sensibilità verso i crocifissi di questo mondo nei quali riconosceva il più grande Crocifisso della storia, Gesù, espressione &#8220;stupenda&#8221; dell&#8217;amore di Dio che supera in amore e per straordinaria bellezza, lo stesso splendore della creazione. Lo ameremmo per il suo cuore missionario e innamorato di Dio tanto da annunziarlo in modo instancabile con la predicazione di innumerevoli Missioni popolari, Esercizi spirituali, Direzione di anime, con Lettere personali scritte a laici, laiche, religiosi, religiose ed ecclesiastici; oltre 12 mila lettere scritte delle quali ne conserviamo circa 2.500. Rimaniamo sorpresi per il grande numero e per le difficoltà oggettive del tempo nel quale le ha scritte: la sera si scriveva a lume di petrolio o di grassi animali; la preghiera comunitaria era intensa ed occupava varie ore e la predicazione di Missioni popolare e di Esercizi era frequente e prolungata con viaggi a piedi o su carrozze trainate da cavalli o muli. Il tempo dove e quando lo prendeva? Quando scriveva? Sembra impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta la sua vita è una sorpresa per le difficoltà degli inizi, per la storia della fondazione della Congregazione e per il suo mantenere viva la presenza di Dio nella sua vita e in coloro che in qualche modo venivano in contatto con lui. Traspare dalle sue lettere il profondo e mistico rapporto con Dio che favoriva con l&#8217;habitat tipico della vita passionista dove la solitudine e il silenzio, ricercati e custoditi, permettevano la contemplazione e l&#8217;orazione. Il distacco da se stesso e dalle cose e la povertà che vedeva realizzate in sommo grado sulla Croce da Gesù, dovevano essere perseguite nelle comunità passioniste e nella vita personale di ciascun religioso e dei laici e religiose che guidava come Padre spirituale. La sua vita è stata un ammaestramento per noi e per i fedeli: un testamento lungo 82 anni. Per questo noi lo ameremmo anche se non fosse nostro padre, lo ameremmo per quello che è stato, per il canto d’amore che è stata la sua vita nonostante le difficoltà per la fondazione della Congregazione. La sua è stata una vita di fede che diventava operativa con la carità.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto troviamo nel Motu Proprio di Benedetto XVI, <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20111011_porta-fidei_it.html" target="_blank">&#8220;Porta Fidei&#8221; </a>(La Porta della Fede), con il quale il Papa ha indetto l’Anno della Fede il 16 ottobre appena passato, tre giorni prima della Festa del Fondatore: è sorprendente come S. Paolo della Croce sia in armonia e riconoscibile con la sua spiritualità e con le sue scelte in quanto scrive il Santo Padre. La santità autentica è veramente universale. S. Paolo della Croce ci benedica tutti e ci aiuti nel cammino della santità perché come lui ci ha dimostrato con l’esempio, essere Santi è possibile, ma questo può accadere se come lui poniamo Dio al primo posto e gli altri come scelta prioritaria della nostra vita, specialmente i più poveri e in difficoltà: il nome di Gesù, il nostro Fondatore, lo vedeva scritto sulla loro fronte. Noi non possiamo essere ciechi.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguro anche a nome del Consiglio generale e della Comunità dei SS.Giovanni e Paolo, una Buona Festa di S. Paolo della Croce a tutti i religiosi, religiose e laici della Famiglia passionista con un particolare ricordo per gli ammalati e per coloro che si sentono soli o abbandonati: Dio sia la vostra forza. Amen.</p>
<p style="text-align: justify;">Fraternamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P. Ottaviano D&#8217;Egidio, Superiore Generale cp.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ritiro dei SS.Giovanni e Paolo Roma</p>
<p style="text-align: justify;">18 ottobre 2011 Festa di S. Luca Evangelista</p>
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		<title>Il nuovo numero del Bollettino Internazionale Passionista</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 23:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[BIP]]></category>
		<category><![CDATA[Bollettino Internazionale Passionista]]></category>
		<category><![CDATA[passionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Pubblicato sul sito web della Congregazione il nuovo numero del Bollettino Internazionale Passionista, dedicato alla figura del Beato Giovanni Paolo II e al rapporto assai stretto tra Carol Wojtyla e i passionisti. Clicca e scarica il bollettino passionista di Luglio/Settembre 2011  (via Passiochristi.org)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2605 aligncenter" title="Copertina BIP n° 26" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Immagine11.jpg" alt="" width="352" height="490" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato sul sito web della Congregazione il nuovo numero del Bollettino Internazionale Passionista, dedicato alla figura del Beato Giovanni Paolo II e al rapporto assai stretto tra Carol Wojtyla e i passionisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/BIP26-ITA.pdf" target="_blank">Clicca e scarica il bollettino passionista di Luglio/Settembre 2011</a> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">(via <a href="http://www.passiochristi.org/index.php" target="_blank">Passiochristi.org</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il dono di essere inseriti nel regno di Dio</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 10:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Commento al vangelo della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2259" title="Scala" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Scala.jpg" alt="" width="453" height="418" /></p>
<p style="text-align: justify;">In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va&#8217; dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».</p>
<p style="text-align: justify;">Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché il Figlio dell&#8217;uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». (Vangelo Mt 16,21-27)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ascolta l&#8217;audio commento al vangelo della domenica (a cura di P. Massimo)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Maria ci invita ad avere &#8220;fretta&#8221; per le cose di Dio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 19:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Assunzione Beata Vergine Maria]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Il Papa ha presieduto nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, la Santa Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Nell’omelia, commentando le letture proposte dalla Liturgia, ha ricordato che per l’Antico Testamento l’arca dell’alleanza in cui “erano conservate le due tavole della legge di Mosè, “è il simbolo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2252" title="Madonna" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Madonna.jpg" alt="" width="477" height="586" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa ha presieduto nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, la Santa Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. <span id="more-2251"></span>Nell’omelia, commentando le letture proposte dalla Liturgia, ha ricordato che per l’Antico Testamento l’arca dell’alleanza in cui “erano conservate le due tavole della legge di Mosè, “è il simbolo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo”. Ma “il Nuovo Testamento ci dice che la vera arca dell’alleanza è una persona viva e concreta: è la Vergine Maria”. Dio – ha aggiunto – “non abita in un mobile, Dio abita in una persona, in un cuore”. Maria è “colei che ha portato nel suo grembo il Figlio eterno di Dio fatto uomo, Gesù nostro Signore e Salvatore”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Maria è l’arca dell’alleanza perché ha accolto in sé Gesù, ha accolto in sé la Parola vivente, tutto il contenuto della volontà di Dio, della verità di Dio, ha accolto in sé Colui che è la nuova ed eterna alleanza, culminata con l’offerta del suo corpo e del suo sangue: corpo e sangue ricevuti da Maria”. Maria ha dunque “un destino di gloria straordinaria” e invita tutti noi a farne parte, “c’invita a divenire anche noi, in modo modesto, arca nella quale è presente la Parola di Dio che è trasformata, vivificata dalla sua presenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa è poi passato a commentare il brano del Vangelo in cui Maria si reca da Elisabetta: vi si reca “in fretta” sottolinea Benedetto XVI, osservando quanto sia importante questa “fretta”: “le cose di Dio meritano fretta, anzi le uniche cose del mondo che meritano fretta sono proprio quelle di Dio, che hanno la vera urgenza per la nostra vita”. E la Madre di Dio “non tiene per sé questa divina presenza, ma la offre condividendo la grazia di Dio”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Anche noi – afferma il Papa – siamo destinatari di quell’amore immenso che Dio ha riservato … a Maria”. La Madre di Dio, così, “ci apre alla speranza, ad un futuro pieno di gioia e ci insegna la via per raggiungerlo: accogliere nella fede, il suo Figlio; non perdere mai l’amicizia con Lui, ma lasciarci illuminare e guidare dalla sua parola; seguirlo ogni giorno, anche nei momenti in cui sentiamo che le nostre croci si fanno pesanti. Maria, l’arca dell’alleanza che sta nel santuario del Cielo – ha concluso il Papa &#8211; ci indica con luminosa chiarezza che siamo in cammino verso la nostra vera casa, la comunione di gioia e di pace con Dio”.</p>
<p style="text-align: justify;">(via <a href="http://www.news.va/it/news/il-papa-nella-messa-per-lassunta-maria-ci-invita-a" target="_blank">news.va</a>)</p>
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		<title>Senza la fede si affonda&#8230;</title>
		<link>http://www.latprov.it/2011/08/agosto/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 17:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Audio commento al vangelo della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><a href="http://www.latprov.it/2011/08/agosto/" title="Gesù"><img class="size-full wp-image-2236 aligncenter" style="border: 1px solid black;" title="Gesù" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Gesù1.jpg" alt="" width="407" height="382" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.</p>
<p style="text-align: justify;">La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».</p>
<p style="text-align: justify;">Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».</p>
<p style="text-align: justify;">(Dal libro di San Matteo 14,22-33)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;audio commento al vangelo della domenica (a cura di Padre Massimo, passionista). In onda ogni domenica mattina, ore 8.05 su <a href="http://www.rlb.it/" target="_blank">RLB</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;offerta migliore: la nostra vita unita a Cristo</title>
		<link>http://www.latprov.it/2011/07/lofferta-migliore-la-nostra-vita-in-unione-a-cristo/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Audio commento al vangelo della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>&#8220;Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito&#8221; (Liturgia della Santa Messa). Il commento al vangelo della domenica (a cura di Padre Massimo, passionista) Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21) Tutti mangiarono e furono saziati. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2194" style="border: 1px solid black;" title="Hand" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Hand.jpg" alt="" width="499" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito&#8221; (Liturgia della Santa Messa).<span id="more-2183"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il commento al vangelo della domenica (a cura di Padre Massimo, passionista)</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em>Tutti mangiarono e furono saziati.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».</p>
<p style="text-align: justify;">E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull&#8217;erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Vende tutti i suoi averi e compra quel campo</title>
		<link>http://www.latprov.it/2011/07/vangelo24luglio/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 11:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Audio commento al vangelo della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2170 aligncenter" style="border: 1px solid black;" title="Gesù" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Gesù.jpg" alt="" width="504" height="390" /></p>
<p style="text-align: justify;">In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.</p>
<p style="text-align: justify;">Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».</p>
<p style="text-align: justify;">(dal libro di San Matteo 13,44-52)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’audio commento al vangelo della domenica, in onda su <a href="http://www.rlb.it/" target="_blank">RLB</a> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lasciate che la zizzania cresca fino alla mietitura</title>
		<link>http://www.latprov.it/2011/07/lasciate-che-la-zizzania-cresca-fino-alla-mietutura/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 10:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Audio commento al vangelo della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2163" style="border: 1px solid black;" title="Zizzania" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/zizzania.jpg" alt="" width="504" height="306" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">(Dal libro della Sapienza)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;audio commento al vangelo della domenica, in onda su <a href="http://www.rlb.it/" target="_blank">RLB</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">
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