Spiritualità

Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero

Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero

Quando pecchiamo dobbiamo provare dispiacere di noi stessi, perché i peccati dispiacciono a Dio. E poiché constatiamo che non siamo senza peccato, almeno in questo cerchiamo di essere simili a Dio: nel dispiacerci di ciò che dispiace a Dio. In certo qual modo sei unito alla volontà di Dio, poiché dispiace a te ciò che il tuo Creatore odia (S. Agostino).

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Vangelo: Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Letture bibliche della domenica

Nessuno nasce sacerdote

Nessuno nasce sacerdote

Al sesto mese Anna Maria stette male. La levatrice, accorsa d’urgenza, porse mesta la possibilità che sgravasse in anticipo, che il nascituro non sopravvivesse e che ci fossero rischi per la stessa madre. Giuseppe si raccomandò alla Madonna del Carmine. Entrava in chiesa per lunghe preghiere. Siccome il pericolo perdurava, gli scappò di prometterle che quell’innocente che lottava per la vita, sua e della madre, se fosse nato maschio lo avrebbe incanalato sulla via del sacerdozio. Fuori, ritrattò. Perché temette d’essersi macchiato di un peccato grave: non stava a lui decidere il figlio prete, ma direttamente al Padreterno. Tornò indietro a correggere: gli avrebbe insinuato l’idea, provando a fargliela piacere, preparandolo a cogliere la chiamata, se e quando fosse arrivata, nulla più. Un semplice supporto allo Spirito Santo, insomma. Si sentì a posto con la coscienza.

(Mimmo Gangemi, “La Signora di Ellis Island”, pp. 287-288, Einaudi)

Immagine utilizzata dal Seminario Diocesano di Tepic (Messico) per la campagna vocazionale del 2011

Eucarestia: spezzare il pane

Eucarestia: spezzare il pane

Ti rendo grazie, o Signore santo, Padre Onnipotente, eterno Dio, che non certo per i miei meriti, ma per solo effetto della tua misericordia ti sei degnato di saziare, coi prezioso Corpo e coi Sangue dei Figlio tuo signor nostro Gesù Cristo, me peccatore, indegno tuo servo. Ti prego che questa santa comunione non sia per me un reato degno di pena, ma valida intercessione per ottenere il perdono. Sia essa per me armatura di fede e scudo di buona volontà. Sia liberazione dei miei vizi, sterminio della concupiscenza e delle passioni, aumento di carità, di pazienza, di umiltà, di obbedienza, di tutte le virtù, sicura difesa contro le insidie dei miei nemici tanto visibili quanto invisibili, assoluta tranquillità delle passioni carnali e spirituali, perfetto abbandono in te, unico e vero Dio, felice compimento dei mio fine. E ti prego affinché ti degni di condurre me peccatore a quell’ineffabile convito dove tu coi Figlio tuo e con lo Spirito Santo sei luce vera ai Santi tuoi, sazietà piena, gioia eterna, gioia completa, felicità perfetta. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore.

Amen.

Preghiera di S. Tommaso d’Aquino

Segue l’audio commento alla solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (a cura di padre Massimo)

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“La Buona Notizia” va in onda ogni domenica alle 8 del mattino su RLB

Santissima Trinità: audio commento al vangelo

Santissima Trinità: audio commento al vangelo

Il teologo Ermes Maria Ronchi scriveva riguardo il mistero della Trinità: “Pensare di capire la Trinità attraverso le formule è come tentare di capire una parola analizzando il supporto, la carta su cui è scritta. Dio non è una definizione, ma un’esperienza. La Trinità non è un concetto da capire, ma una manifestazione da accogliere. Dio come un abbraccio: è il senso della Trinità. Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione. L’oceano della sua essenza vibra in un infinito movimento d’amore. Se il nostro Dio non fosse Trinità, vale a dire incontro, relazione, comunione e dono reciproco, sarebbe un Dio da delusione, assente e distratto. Ma Dio è estasi, cioè un uscire-da-sé in cerca d’oggetti d’amore”.

Il commento audio al vangelo della domenica, a cura di Padre Massimo Granieri.

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Gesù agli apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo”

Gesù agli apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo”

La Chiesa invoca il fuoco dello Spirito Santo. È la Pentecoste. Nel post una preghiera allo Spirito Santo del fondatore dei passionisti, San Paolo della Croce. Segue il commento audio al vangelo della solennità, in onda su RLB ogni domenica alle otto del mattino, a cura di padre Massimo.

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Preghiera allo Spirito Santo

O Spirito d’infinita luce, d’infinita dolcezza, vieni nel mio povero cuore, Vieni o Bene Infinito, vieni o Amore immenso, vieni o vero e solo Dio col Padre e col Figlio. Vieni o Carità Immensa ad abitare in questo povero cuore pentito. Vieni o Amore mio, Vieni o mia Dolcezza, o mia Luce, o mia Vita, o mio Conforto, o mio Tesoro, o mia Ricchezza, o mio vero Bene, o mia sola Speranza, o mio Dio, o mio Tutto. Vieni, poiché desidero ardentemente l’amore, vieni, perché non posso più soffrire di non amarti.

(San Paolo della Croce, Let I, 532)

Il brano evangelico, qui: Gv 20, 19-23