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	<title>PROVINCIA A LATERE IESU</title>
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		<title>PROVINCIA A LATERE IESU</title>
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		<title>Lettera di Convocazione del 46° Capitolo Generale dei Passionisti</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[46 Capitolo Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>Cari fratelli, all&#8217;inizio dell&#8217;anno del Signore 2012, in contemplazione dell&#8217;icona d’amore di Maria madre di Dio che ha in braccio Gesù, invio saluti gioiosi ai religiosi della Congregazione, alle Monache claustrali, alle Congregazioni che condividono con noi il carisma di S. Paolo della Croce e alle Laiche e Laici della Famiglia passionista. I cori delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" title="Casa Generalizia dei Passionisti - Roma" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Casa-Generalizia-dei-Passionisti-Roma.jpg" alt="" width="1193" height="988" />Cari fratelli, all&#8217;inizio dell&#8217;anno del Signore 2012, in contemplazione dell&#8217;icona d’amore di Maria madre di Dio che ha in braccio Gesù, invio saluti gioiosi ai religiosi della Congregazione, alle Monache claustrali, alle Congregazioni che condividono con noi il carisma di S. Paolo della Croce e alle Laiche e Laici della Famiglia passionista.</p>
<p style="text-align: justify;">I cori delle schiere angeliche che cantano la gloria di Dio ai pastori non ci hanno distolti dalla realtà del mistero che si è manifestato a Betlemme con segni chiari e inequivocabili nel loro significato di messaggio e di indicazione delle vie che Dio ama. Il &#8220;segno&#8221; dato ai pastori per riconoscerlo è di un Bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia; il nuovo re, figlio di Davide, il Messia atteso, nasce in un luogo povero, un ricovero di animali, con la sola compagnia di Maria sua madre e di Giuseppe; i primi destinatari dell’annuncio della Sua nascita sono alcuni pastori che erano a guardia dei greggi, persone che vari esegeti e storici affermano fossero, in quel tempo, persone disprezzate ed escluse. Il Sommo sacerdote e coloro che &#8220;sanno&#8221; le cose di Dio e i poteri politici, sono lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù nasce nella semplicità e nel contesto della sua storia contemporanea a Betlemme.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;occasione storica perché si adempisse la profezia del profeta Michea (5,1) fu la richiesta di censimento fatta dall&#8217;imperatore Cesare Augusto quando la Palestina, uno dei domini dell’impero romano, aveva come governatore della regione, Quirino. Per adempiere l’obbligo del censimento, appartenendo alla tribù di David, Giuseppe portò Maria da Nazaret a Betlemme nonostante che Lei fosse molto avanti nella gestazione e prossima al parto. Infatti &#8220;mentre si trovavano là giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito&#8221; (Lc 2,6-7).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3034"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E il Verbo di Dio si fece carne e dimorò fra noi&#8221; (Gv 1,14) è il radicamento, l’innesto di Gesù nella storia del suo popolo e dell’umanità, &#8220;nato da donna sotto la legge&#8221; (Gal 5,5), inviato dal Padre con una missione ben precisa: &#8220;E&#8217; nato per voi un salvatore che è il Messia Signore&#8221; (Lc 2,11) annuncia l&#8217;Angelo ai pastori. La Sua Missione è salvare l&#8217;umanità, per questo si è incarnato e per questo è nato e compirà la missione anche a costo del versamento del sangue e del dono della Sua stessa vita.</p>
<p style="text-align: justify;">E Maria oltre che portarlo nel seno, oltre che allattare il Figlio di Dio, è collocata dalle parole profetiche del vecchio Simeone nella presentazione di Gesù al Tempio, a fianco della sua missione: &#8220;Anche a te una spada trafiggerà l’anima&#8221;. Se Gesù sarà &#8220;segno di contraddizione&#8221;, incontrerà cioè la prova, la contestazione, il rifiuto del popolo che egli è venuto a salvare, Maria dovrà partecipare alla missione dolorosa del Figlio. Anche qui Maria appare come madre, ma soprattutto come la &#8220;credente&#8221; che &#8220;ascolta la parola di Dio e la mette in pratica&#8221;, ed alla quale è riservato un cammino nell&#8217;oscurità, nella prova e nel dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi crede e ama Dio diventa parte della Sua Missione e se Dio lo cerca, lui si lascia trovare e ne accetta i progetti anche senza conoscerne i dettagli, come Maria. Anche noi passionisti, religiosi e laici ognuno nella propria condizione, siamo interpellati e chiamati a partecipare alla Missione che attende la Chiesa, che continua la missione di Gesù dentro la storia e nella realtà del mondo (Cf. At 1,10.11).</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;anno 2012 appena iniziato, tra le altre ricorrenze, la nostra Congregazione celebrerà il Capitolo generale. Esso è per noi un particolare &#8220;oggi&#8221; di Dio che non designa soltanto un tempo cronologico, ma è tempo offerto, se lo viviamo nella fede, con una singolare presenza salvatrice di Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo tempo Dio manifesterà in modo particolare i suoi voleri, farà udire la sua voce, indicherà il cammino da percorrere e se saremo capaci di &#8220;esodo&#8221; come il popolo d’Israele dall&#8217;Egitto, realizzerà le sue promesse di salvezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E pertanto in questo contesto di fede e di radicamento nella realtà del mondo e della storia che stiamo vivendo come Congregazione, convoco con grande speranza, oggi 6 gennaio del 2012, a norma del n. 76 dei Regolamenti generali, il 46° Capitolo Generale della nostra Congregazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esso si celebrerà a Roma, nel Ritiro dei Santi Giovanni e Paolo ed inizierà domenica 9 settembre e terminerà domenica 7 ottobre 2012.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><a href="http://passiochristi.org/upload/media/documents/1/46%20Capitolo%20Generale/ITA_Lettera%20di%20convocazione%20del%2046%C2%BA%20Capitolo%20Generale.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Clicca e continua a leggere la Lettera di Convocazione del 46° Capitolo Generale dei Passionisti</span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><a href="http://passiochristi.org/upload/media/documents/1/46%20Capitolo%20Generale/ITA_Allegato_Lettera%20di%20convocazione%20del%2046%C2%BA%20Capitolo%20Generale.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Allegato alla Lettera di Convocazione del 46° Capitolo Generale</span></a></span></p>
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		<title>Indizione della Visita Canonica alle comunità e comunicazione del Calendario</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segreteria Provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[passionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[visita canonica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/segreteria/" title="Segreteria Provinciale">Segreteria Provinciale</a></p>Carissimi confratelli, secondo quando già comunicato con la lettera di programmazione e dopo aver verificato nell’incontro con i Superiori di Comunità la sua utilità, vi comunico che si terrà tra gennaio- e febbraio 2012 la Visita Canonica alle Comunità della nostra Provincia. Nelle varie visite alle comunità che un Superiore Provinciale è chiamato a fare, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/segreteria/" title="Segreteria Provinciale">Segreteria Provinciale</a></p><p style="text-align: justify;">Carissimi confratelli, secondo quando già comunicato con la lettera di programmazione e dopo aver verificato nell’incontro con i Superiori di Comunità la sua utilità, vi comunico che si terrà tra gennaio- e febbraio 2012 la Visita Canonica alle Comunità della nostra Provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle varie visite alle comunità che un Superiore Provinciale è chiamato a fare, la visita canonica riveste delle caratteristiche proprie e si compie in obbedienza al Codice di Diritto Canonico – perciò è detta canonica – che nel canone 628,1, recita testualmente: «I superiori designati a tale incarico dal diritto proprio dell&#8217;Istituto visitino con la frequenza stabilita le case e i religiosi loro affidati, attenendosi alle norme dello steso diritto proprio».</p>
<p style="text-align: justify;">La visita &#8220;canonica&#8221; riveste, pertanto, un carattere più ufficiale; si svolge normalmente con una periodicità definita ed ha una certa completezza, nel senso che ha per oggetto della visita di tutte le persone, le case, e considera tutti gli aspetti propri della vita dei religiosi: da quello spirituale (escluso ovviamente il foro interno) a quello delle attività, apostolica o di altra natura; dalla vita interna della comunità agli aspetti amministrativi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2997"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Essa sarà l’occasione per una riflessione più ampia e approfondita sull’identità spirituale e apostolica di ognuna delle nostre comunità e avrà come fine la crescita nella corresponsabilità, nella tutela e promozione dei valori del carisma del nostro Istituto, sia nell’esperienza personale e comunitaria dei confratelli, che nelle relazioni con il territorio (Chiesa e Società civile) in cui si opera e con il resto della Congregazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tentare di comunicare con maggior chiarezza i propositi della prossima visita canonica, individuo e distinguo nell&#8217;attuazione della visita tre fasi o momenti. Li esprimo sinteticamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. Il primo momento: conoscere </strong>- Lo scopo di questa visita sarà incontrare i confratelli e le comunità là dove vivono e operano, per vedere più da vicino la realtà delle singole comunità con i loro impegni, i loro progetti, le loro attività, i loro problemi, la loro vita quotidiana. È la comunità concreta, infatti, il luogo e il contesto reale &#8211; non immaginario o ideale &#8211; della vita della nostra Provincia. In ogni specifica e singolare casa, nei sui spazi, con la sua gente, in cui viene vissuta la vocazione religiosa passionista: è qui, e non in un luogo indefinito e asettico, che si attua la sequela di Cristo attraverso le fondamentali dimensioni della preghiera, della comunione e della missione passionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Visitare i confratelli nella loro casa significa per me dare risalto alla dimensione concreta della vita personale e comunitaria di ciascuno: con il loro specifico servizio nella vita e nella missione della comunità. Sono convinto che la conoscenza dei confratelli, delle comunità, delle opere è condizione indispensabile per poter svolgere bene il mio servizio di Superiore Provinciale. Quanto più conoscerò le realtà che fanno parte del mio servizio, tanto più potrò evitare incomprensioni ed errori.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ambiti privilegiati della Visita saranno anzitutto la qualità della vita consacrata; cioè: la vita di unione con Dio e la pratica della preghiera comunitaria; la vita di fraternità, con i suoi momenti formali e informali in cui la comunità si ritrova, comunica, progetta, verifica e, semplicemente, sta insieme; le attività della comunità e dei singoli, cioè l&#8217;opera o le opere in cui il loro impegno missionario prende corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarà opportuno considerare anche altri elementi importanti per la vita religiosa, la formazione permanente, la testimonianza data nel contesto sociale ed ecclesiale in cui è inserita la comunità, la partecipazione alla vita della Chiesa locale e il senso di appartenenza alla Provincia e all&#8217;Istituto. Non sono, inoltre, da trascurare due aspetti particolari: la trasparenza amministrativa e il rispetto delle norme civili nel rapporto di lavoro con i dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Appartiene all&#8217;impegno di conoscere la realtà anche il prendere visione di quella documentazione, come i verbali delle riunioni della comunità, che consente di acquisire informazioni preziose circa i progetti, le scelte, le problematiche trattate nelle sedi decisionali. La visita vuol essere così una risposta concreta alla necessità indispensabile di conoscere secondo verità.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la conoscenza della realtà è l’oggetto della visita canonica il colloquio con i confratelli riveste una importanza fondamentale. Cercherò, pertanto, di non sottrarmi alla &#8220;fatica&#8221; di un ascolto attento e disponibile, cosciente che tale ascolto può essere in qualche modo ostacolato, se non addirittura vanificato, da un atteggiamento di pregiudizio nei confronti della persona ascoltata, o dalla presunzione di conoscere già tutto. Al confratello che mi parla di sé e della comunità intendo offrire il servizio specifico e prezioso dell&#8217;ascolto, ponendomi rispettosamente e attentamente di fronte alla sua lettura della realtà, alle sue valutazioni, alle sue critiche, alle sue esigenze, ai suoi desideri, alle sue eventuali sofferenze. Cercherò di non sottovalutare il &#8220;quadro di valori&#8221; che egli ha dentro di sé.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. Il secondo momento: l&#8217;organigramma della Visita Canonica </strong>- Per una buona riuscita della Visita sarà importante sviluppare una reciproca fiducia e una libera volontà di collaborazione. La Visita Canonica si aprirà ordinariamente con un momento comunitario di preghiera, di ascolto e di riflessione guidato dal Superiore Provinciale che sarà così organizzato:</p>
<ul>
<li>Recita delle Lodi o dei Vespri, riflessione del Superiore Provinciale, ripresa della preghiera comunitaria e benedizione conclusiva.</li>
<li>Incontro comunitario nel quale il superiore presenterà la vita della comunità, le attività e i vari registri: 1. Registro delle messe, 2) Il bilancio consuntivo 2011 e il bilancio preventivo 2012, 3) il registro dei consigli di famiglie, 4) la platea, 5) il registro degli ospiti e dei religiosi di passaggio.</li>
<li>Incontri personali del Superiore Provinciale con tutti i Confratelli della comunità.</li>
<li>Concelebrazione eucaristica comunitaria ed incontro di famiglia nel quale sarà fatta la relazione conclusiva e presentati i registri vidimati.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ecco il calendario delle visite, concordate con i Superiori di ogni comunità.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">25 – 26 gennaio 2012 <strong>FUSCALDO</strong><br />
28 – 29 gennaio 2012 <strong>CIRO’ MARINA</strong><br />
30 – 31 gennaio 2012 <strong>TREPUZZI</strong><br />
01 – 03 febbraio 2012 <strong>LAURIGNANO</strong><br />
06 – 11 febbraio 2012 <strong>ROMA</strong><br />
12 – 14 febbraio 2012 <strong>BARI</strong><br />
15 – 16 febbraio 2012 <strong>CEGLIE MESSAPICA</strong><br />
17 – 18 febbraio 2012 <strong>NOVOLI</strong><br />
20 – 21 febbraio 2012 <strong>MANDURIA</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Invocando su tutti noi e sulle nostre Opere la sovrabbondanza delle benedizioni del Signore, e ponendo questa Visita Canonica sotto la speciale protezione del nostro santo fondatore, vi saluto con fraterno affetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P. Cosimo Chianura</strong><br />
Superiore Provinciale</p>
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		<title>Un grato ricordo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benefettari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>Il 17 gennaio a Toronto (Canada), dopo una lunga sofferenza, confortato dalla presenza affettuosa delle figlie e dei nipoti, è passato alla Vita eterna il signor Giovanni Spizzirri, laico passionista e devoto della Madonna della Catena, nostro grande benefattore. Il Signore ricompensi con il Paradiso coloro che ci fanno del bene nel suo nome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: justify;">Il 17 gennaio a Toronto (Canada), dopo una lunga sofferenza, confortato dalla presenza affettuosa delle figlie e dei nipoti, è passato alla Vita eterna il signor <strong>Giovanni Spizzirri</strong>, laico passionista e devoto della Madonna della Catena, nostro grande benefattore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Signore ricompensi con il Paradiso coloro che ci fanno del bene nel suo nome.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IV Lettera alla Configurazione CEB</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera CEB]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>All&#8217;inizio del nuovo anno 2012 sento il dovere di comunicare ai singoli religiosi alcune informazioni sul cammino della nostra Configurazione. La Configurazione in questo momento ha 6 Commissioni che stanno lavorando bene: quattro permanenti (Vita Comunitaria e Spirituale e Formazione permanente, Apostolato, Formazione e promozione vocazionale, Economia) e due temporanee (Commissione Giuridica per la preparazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2980" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;" title="write" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/write.jpg" alt="" width="1244" height="827" />All&#8217;inizio del nuovo anno 2012 sento il dovere di comunicare ai singoli religiosi alcune informazioni sul cammino della nostra Configurazione. La Configurazione in questo momento ha 6 Commissioni che stanno lavorando bene: quattro permanenti (Vita Comunitaria e Spirituale e Formazione permanente, Apostolato, Formazione e promozione vocazionale, Economia) e due temporanee (Commissione Giuridica per la preparazione della piattaforma normativa della Configurazione come un’unica sola Provincia, e la Commissione Liturgica (in comunione con le Province DOL e PRAES) per la revisione del Proprium liturgico. In particolare voglio comunicare le decisioni prese il 1° dicembre 2011 dai Superiori Provinciali riunitisi a Roma per esaminare i vari suggerimenti di queste Commissioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa lettera potrà sembrare prolissa, ma costato che parecchi religiosi non hanno completa e continua conoscenza del cammino che si sta facendo e delle decisioni che presto saranno prese: il prossimo Capitolo Generale dovrebbe, infatti, formalizzare definitivamente la trasformazione della Configurazione CEB in un’unica Provincia. E’ meglio che io sia un “piccolo fastidio” con una notizia in più che mantenere le persone all’oscuro su ciò che interesserà e condizionerà il loro futuro. I responsabili (Superiori Provinciali, Consultori provinciali, Commissioni…) dovranno trovare un metodo stabile di comunicazione perché tutti i religiosi e comunità siano sempre informati sul processo della nostra ristrutturazione. Anche questa mia lettera è da comunicarsi a tutti e non solo a Consigli Provinciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2979"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. DECISIONI DEI SUPERIORI PROVINCIALI CEB</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Ora brevemente elenco subito alcune scelte che i Superiori Provinciali CEB hanno preso nel loro incontro a Roma del 1° dicembre 2011. Erano presenti: <strong>Guy Sionneau </strong>MICH, <strong>Piergiorgio Bartoli</strong> PIET, <strong>Cosimo Chianura</strong> LAT, <strong>Giuseppe Adobati</strong> CORM, <strong>Leone Masnata</strong> CFIXI e Coordinatore CEB, <strong>Fernando Taccone</strong> Segretario CEB. Ha partecipato anche il <strong>P.</strong> <strong>Generale, Ottaviano D’Egidio e P. Luigi Vaninetti, Consultore Generale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A. Prossime Assemblee Provinciali CEB</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Si ritiene urgente affrontare il ridimensionamento delle nostre case per favorire una migliore qualità di vita comunitaria. Per questo ogni Provincia entro giugno 2012 celebrerà la propria Assemblea Provinciale trattando della rivitalizzazione della vita comunitaria e, se necessario, del ridimensionamento delle proprie case, indicando quelle su cui l’Autorità Generale potrebbe decidere la chiusura, anche a breve tempo. Nella preparazione dell’Assemblea si devono coinvolgere tutte le comunità locali. Condiviso il principio generale che se la scarsa vita comunitaria dipende da noi, dobbiamo convertirci, se dipende dalle strutture, bisogna cambiarle o eliminarle, sono stati accettati i seguenti criteri per il ridimensionamento, qui presentati in <strong>&#8220;sintesi&#8221;:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>I. Criteri per lo sviluppo del proprio carisma</strong></p>
<p style="text-align: justify;">a) Assicurare sempre che ogni presenza sia una vera “presenza di comunità”.</p>
<p style="text-align: justify;">b) Rispetto del rapporto tra l’Istituto e la presenza storica in un territorio ecclesiale e civile.</p>
<p style="text-align: justify;">c) Possibilità di potere lavorare con frutto nell’area del carisma e delle vocazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">d) Libertà e condizioni per la ricerca e apertura a servizi e presenze nuove.</p>
<p style="text-align: justify;">e) Libertà di potenziare l’impegno apostolico “missionario” (missioni “Ad Gentes”).</p>
<p style="text-align: justify;">f) Possibilità di coinvolgere i laici e i gruppi laicali nella nostra vita di preghiera e apostolato [...]
<ul>
<li><a href="http://www.cebnews.eu/wp-content/uploads/downloads/2012/01/IV-LETTERA-ALLA-CEB-11-GENNAIO-2012.doc" target="_blank">Clicca e scarica il documento integrale</a></li>
<li><a href="http://www.cebnews.eu/wp-content/uploads/downloads/2012/01/esercizi_ceb.pdf" target="_blank">La locandina di presentazione degli Esercizi Spirituali CEB</a></li>
</ul>
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		<title>Gli auguri natalizi del Provinciale e una riflessione sulla povertà</title>
		<link>http://www.latprov.it/2011/12/gli-auguri-natalizia-del-provinciale-e-una-riflessione-sulla-poverta/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segreteria Provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>Carissimi, siamo vicini alla festa del Natale. Un tempo particolarmente propizio per lo scambio reciproco di auguri, ma anche per esprimere rifl essioni che, in linea con il messaggio natalizio e sulla base dell’attuale contesto sociale e religioso, acquistano quest’anno per noi un significato forse diverso e sicuramente impegnativo. Riflettendo sulla nascita di Gesù, rimaniamo fortemente sconcertati dalla sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: justify;">Carissimi, siamo vicini alla festa del Natale. Un tempo particolarmente propizio per lo scambio reciproco di auguri, ma anche per esprimere rifl essioni che, in linea con il messaggio natalizio e sulla base dell’attuale contesto sociale e religioso, acquistano quest’anno per noi un significato forse diverso e sicuramente impegnativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Riflettendo sulla nascita di Gesù, rimaniamo fortemente sconcertati dalla sua povertà, da uno stile di vita da Lui scelto sin dall’inizio, fin dal giorno della sua venuta tra noi: nacque in una stalla e la sua culla fu una mangiatoia.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita del Signore che è sempre messaggio di gioia e speranza, si trasforma in provocazione e sfida per noi cristiani e consacrati, in un momento storico quanto mai critico, per l’incertezza e il malessere che la nostra società è chiamata ad affrontare e gestire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2967"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come viviamo questa crisi economica e sociale nelle nostre comunità? Quanto essa influisce sullo stile di vita personale? Spesso sentiamo ripetere che tocca a noi consacrati cogliere l’importanza di questo momento storico, per riscoprire la saggezza della nostra Regola di Vita e recuperare il senso della gratuità, della sobrietà, del risparmio, dell’essenzialità delle cose, della povertà evangelica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’educazione alla povertà rimane anche nei nostri ambienti religiosi un impegno difficile. Essa pretende un tirocinio complesso. Poveri si diventa come si diventa preti. Alla povertà ci si educa e ci si allena e si apprende giorno dopo giorno, senza mai essere gretti e avari, ma buoni amministratori dei talenti e dei mezzi materiali concessi dalla Provvidenza, abituandoci ad affrontare con serenità e gioia gli inconvenienti quotidiani, le scomodità, il freddo, il caldo, la mancanza di qualcosa che fino a ieri ci sembrava indispensabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra scelta di vita richiede di essere sobri e misurati con se stessi per poter essere caritatevoli e generosi con gli altri; evitando pretese inessenziali, spese superflue per lusso, per capriccio, per vanità, per comodità. Con l’impegno apostolico e il lavoro professionale, svolto con senso di responsabilità, possiamo sostenere le nostre comunità e potremo aiutare gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una dimensione della povertà che è rinuncia. Rinuncia alla ricchezza, ai soldi, ai beni della terra, alle richieste di comodità quotidiana, al guardaroba, alle suppellettili inutili, per essere più liberi e disponibili al servizio dei poveri e degli ultimi. Dobbiamo ritornare ad essere esigenti con noi stessi, per non inventarci falsi problemi, bisogni artificiosi, frutto spesso della comodità e della pigrizia. Oggi la vera fonte di ricchezza è il risparmio quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi una povertà che è condivisione della propria ricchezza e della propria vita. Condivisione dei beni, ma anche della povertà e della sofferenza altrui. Essa diviene profezia, protesta, progetto di vita. Il vero distacco dalla ricchezza induce a essere generosi con Dio e con i nostri fratelli; a darsi da fare, a cercare risorse, a spendersi per aiutare chi ha bisogno. E’ importante saper riconoscere la povertà che c’è dietro l’angolo. Figure di poveri ne incontriamo tutti i giorni, ma essi rimangono spesso per noi ombre e figure senza volto. Essi avranno un nome quando riusciremo a vedere in loro un nostro fratello che soffre per l’indigenza economica ma soprattutto per una carestia di affetto fraterno e vicinanza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">La povertà religiosa ci richiama, infatti, prima di ogni altra cosa, alla responsabilità nel lavoro, interrogandoci sul valore che esso assume nella nostra vita quotidiana, pur nella salvaguardia dell’autentico spirito religioso e della testimonianza evangelica. Il lavoro come impegno personale e quotidiano è essenziale in una vita di reciproco servizio fraterno. Una fraternità che vive e testimonia la vita povera deve qualificarsi al suo interno come fraternità di lavoro e di servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche una povertà che è denuncia dello spreco, del consumismo, della iniqua distribuzione delle ricchezze, del profitto come scalino più alto nella categoria di valori.</p>
<p style="text-align: justify;">E c’è infine una povertà che è testimonianza di vita, annuncio che il Signore è la nostra ricchezza più grande. A noi discepoli di oggi, il Signore nato in Betlemme, ricorda di essere poveri effettivamente e in spirito, avendo il nostro tesoro in cielo; obbedendo alla comune legge del lavoro, per procurarci i mezzi necessari al nostro sostentamento e alla gestione degli ambienti, senza eccessiva preoccupazione, e di credere invece nella Provvidenza del Padre celeste (Perfectae caritatis, n. 13).</p>
<p style="text-align: justify;">L’augurio natalizio diventa per tutti noi, messaggio di fiducia in un futuro più sereno e di impegno personale e comunitario per costruire una vita dignitosa e meno schiava delle cose e dei soldi, ridando senso alla nostra vocazione che ci vuole poveri, distaccati dai beni della terra, ma generosi nell’attenzione agli altri e nella disponibilità al servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguri di vero cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Info-della-segreteria.doc" target="_blank">Clicca e scarica le informazioni della Segreteria Provinciale</a></p>
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		<title>Lettera del Superiore Generale dei Passionisti per il Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Congregazione]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[passionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Cari fratelli e sorelle della Congregazione e della Famiglia passionista, viviamo con il Natale la venuta di Dio tra noi: è un Bambino che nasce in una famiglia, Maria e Giuseppe sposi, che lo amerà con la semplicità e con la dedizione di coloro che sanno che Dio è nella loro casa e lo custodiscono con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2954" title="Natività_Maria_Child" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/Natività_Maria_Child.jpg" alt="" width="569" height="569" /></p>
<p style="text-align: justify;">Cari fratelli e sorelle della Congregazione e della Famiglia passionista, viviamo con il Natale la venuta di Dio tra noi: è un Bambino che nasce in una famiglia, Maria e Giuseppe sposi, che lo amerà con la semplicità e con la dedizione di coloro che sanno che Dio è nella loro casa e lo custodiscono con fede nel silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Angelo nell’Annunciazione aveva detto a Maria: &#8220;Ecco, tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli sarà chiamato figlio dell’Altissimo&#8221; (Lc.1,31-32 ) E come è umana la Sua nascita! Si è immerso in pienezza nell’umanità: inviato dalla comunione perfetta della Trinità è entrato nel mondo dei conflitti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2947"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù nasce come uomo nel contesto della sua storia contemporanea: &#8220;In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento su tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Anche Giuseppe dalla città di Nazaret salì a Betlemme per dare il suo nome con Maria sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché per loro non c’era posto nell’albergo&#8221; (Lc.2,1-7).</p>
<p style="text-align: justify;">Si sorvolano quasi sempre con rispetto e pudore le parole dell’angelo: &#8220;concepirai nel grembo&#8221; anche se le recitiamo nell’Ave Maria, e &#8220;Maria sua sposa, che era incinta… giunse per lei il tempo di partorire&#8221;, donna incinta come tutte le donne del mondo che attendono un figlio; giunse per lei il tempo di dare alla luce Gesù: Dio nasce come nascono tutti i Bambini del mondo e Maria è madre e genera, anche se immacolata, come tutte le mamme che generano un figlio e lo allattano. Maria , secondo il racconto della natività, dà alla luce colui che era stato annunciato, nella povertà e nella solitudine di un viaggio avventuroso. Non sarà lei a raccogliere l’annuncio glorioso degli angeli: &#8220;Vi annuncio una grande gioia, è nato per voi un Salvatore&#8221;, ma saranno i pastori a portargli il messaggio ed ella sarà ancora nella condizione di accoglierlo nelle fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Maria medita su questi eventi, cerca di penetrarne il senso.(Lc 2,19) E’ lo sforzo della fede che tenta faticosamente di inoltrarsi nel mistero di Dio. Il rapporto tra questa maternità nella carne e lo sforzo di accoglienza nella fede dell’evento Gesù, troverà il suo compimento quando una donna tra la folla &#8220;alzò la voce e disse&#8221;: &#8221; Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!&#8221;. Ma Gesù disse: &#8220;Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica&#8221; ( Lc.11,17-28 ).</p>
<p style="text-align: justify;">E Maria oltre che portarlo nel seno, oltre che allattare il Figlio di Dio, è collocata dalle parole profetiche del vecchio Simeone, a fianco della sua missione: &#8220;Anche a te una spada trafiggerà l’anima&#8221;. Se Gesù sarà &#8220;segno di contraddizione&#8221;, incontrerà cioè la prova, la contestazione, il rifiuto del popolo che egli è venuto a salvare, Maria dovrà partecipare alla missione dolorosa del Figlio. Anche qui Maria appare come madre, ma soprattutto come la &#8220;credente&#8221; che &#8220;ascolta la parola di Dio e la mette in pratica&#8221;, ed alla quale è riservato un cammino nell’oscurità, nella prova e nel dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi crede e ama Dio diventa parte della Sua missione e se Dio lo cerca, lui si lascia trovare e ne accetta i progetti anche senza conoscerne i dettagli, come Maria. E su questo punto siamo interpellati tutti, religiosi e laici ognuno nella propria condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">E possiamo domandarci con stupore, sorpresi da tanta semplicità: ma il Bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia per animali, è proprio Lui il Dio annunziato dai profeti e atteso come Messia che libererà il popolo oppresso? E&#8217; la stessa domanda che gli rivolse anche Giovanni quando Gesù, già adulto, aveva iniziato la sua missione: &#8220;Sei tu quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?&#8221; (Mt 11,2).</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù non si stupisce di questa domanda, comprende le perplessità di Giovanni e gli apre la mente e il cuore: &#8220;Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Beato chi non si scandalizza di me&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù non risponde direttamente, ma invita a guardare le opere, a scoprire la presenza di Dio nella parola e nei segni: &#8220;riferite ciò che voi udite e vedete&#8221;. Ma a volte siamo ciechi e non vogliamo vedere e non vogliamo udire. E in molte occasioni e in molti modi, sia a livello personale che di Congregazione, possiamo rifiutare la sua novità come i suoi concittadini a Nazaret quando entrato di sabato nella sinagoga lesse la profezia di Isaia: &#8220;Lo spirito del Signore è sopra di me per questo mi ha consacrato e mi ha inviato a portare ai poveri il lieto annuncio, ad annunciare ai prigionieri la liberazione e il dono della vista ai ciechi, per liberare coloro che sono oppressi, e inaugurare l’anno di grazia del Signore&#8221;. &#8220;Poi arrotolato il volume disse: &#8220;Oggi si è adempiuta questa scrittura per voi che mi ascoltate&#8221;. Ma fu rifiutato: liberare gli oppressi e portare ai poveri la buona novella, era il cuore della sua missione e per questo necessitava la conversione e il cambiamento del cuore e delle proprie certezze formate negli anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed in profonda sintonia con la risposta data ai discepoli di Giovanni e a quanto letto nella sinagoga a Nazaret, Gesù in Matteo 25, ci invita a riconoscerlo negli ammalati, negli affamati, nei carcerati, nei poveri e diseredati di questo mondo. Ma è necessario avere occhi e sapienza evangelica per riconoscerlo e conversione nel cuore per comprendere i segni che Dio ci invia e per mettersi in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">E nel Natale il segno indicato anche dagli angeli, è un Bambino avvolto in fasce. In Lui coincidono parola e segno, semplicità e povertà, dono e gloria di Dio: il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi. Il Bambino Gesù è il linguaggio di Dio che ci rivela che non solo l’uomo è in Dio, ma principalmente che Dio è nell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">E ci fa comprendere che la perfezione non consiste nel realizzarsi in sè, ma nell’altro; che la grandezza non sta nell’essere servito, ma nel servire; che il culmine della libertà è essere liberi da se stessi, liberi per gli altri e per Dio; che liberi è vivere con abbandono sereno e totale a Dio pur nella sofferenza e nella malattia; che la pienezza dell’amore non è essere amato, ma amare. Così è per l’uomo e così è per Dio: Il Bambino a Betlemme e il Crocifisso sul Golgota sono il segno e il dono di uno stesso amore. S. Paolo della Croce ci apra il cuore alla comprensione di così tanto amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon Natale! Il Nuovo Anno 2012 sia un anno di pace per le nostre comunità, per le monache e per le religiose passioniste, per le famiglie e per il mondo. Ci sia lavoro per i disoccupati e un futuro più sereno per i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Un particolare ricordo agli ammalati, a chi è solo e a chi soffre nello spirito, anche a nome del Consiglio Generale e dei religiosi della Comunità dei SS. Giovanni e Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P. Ottaviano D’Egidio </strong>- Superiore Generale cp.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritiro dei SS. Giovanni e Paolo</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 20 dicembre 2011</p>
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		<title>Auguri dal Consiglio Provinciale</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 00:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2957" style="border-image: initial; margin-left: 2px; margin-right: 2px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" title="prov" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/prov.jpg" alt="" width="920" height="402" /></p>
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		<title>La cronaca della missione al popolo nel quartiere Japigia a Bari, parrocchia &#8220;S. Marco&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 11:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa e Missione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Quartiere Japigua]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/chiesaemissione/" title="Chiesa e Missione">Chiesa e Missione</a><a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>Dal 5 al 20 novembre scorso un gruppo di nove Missionari Passionisti e di quattro suore &#8220;Sorelle di S. Gemma&#8221; hanno messo a soqquadro la parrocchia di San Marco, nel quartiere Japigia di Bari annunciando in tutti i modi e in tutti le ore, dall’alba al tramonto ed oltre il tramonto, il vangelo di Gesù. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/chiesaemissione/" title="Chiesa e Missione">Chiesa e Missione</a><a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: justify;">Dal 5 al 20 novembre scorso un gruppo di nove Missionari Passionisti e di quattro suore &#8220;Sorelle di S. Gemma&#8221; hanno messo a soqquadro la parrocchia di San Marco, nel quartiere Japigia di Bari annunciando in tutti i modi e in tutti le ore, dall’alba al tramonto ed oltre il tramonto, il vangelo di Gesù. Destinatari di questo messaggio: &#8220;Aprite le porte ed il cuore a Cristo&#8221; sono stati tutti gli abitanti della parrocchia e non solo: bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani, ammalati, coppie&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un annuncio risuonato in chiesa, nelle scuole, al capolinea dei pulmann, in tutte le case, ai crocicchi delle strade, nei gazebo &#8220;missionari&#8221; preparati per l’occasione tra i palazzi dei quartieri. Un annuncio di salvezza e di gioia proclamato ad alta voce, tra canti e preghiere, durante la festa della Vita con i ragazzi, negli incontri serali alla Tenda dei Giovani, durante la via crucis per le vie della parrocchia&#8230;; ma anche proclamato sottovoce nella celebrazione del sacramento della confessione, di un colloquio pesonale, nel silenzio adorante davanti al SS.mo Sacramento esposto ogni mattina in parrocchia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2939"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Missione è stata un evento straordinario per la parrocchia di San Marco anche perchè si tratta della prima esperienza del genere da quando è la parrocchia stata istituita 35 anni fa. Il simpaticissimo parroco, Don Biagio (52 anni), ha ammesso di trovarsi a vivere per la prima volta nella sua vita di sacerdote una tale esperienza di evangelizzazione. E ne è rimasto entusiasta&#8230; E tanti parrocchiani con lui! Deo gratias!</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che molte altre parrocchie non hanno mai vissuto questa esperienza missionaria e che molti parroci non ne abbiano alcuna conoscenza. Si privano in tal modo le comunità parrocchiali di una grazia straordinaria e si trascura di fare tanto bene&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimentichiamo che Papa Benedetto XVI, appena un anno fa, ha istituito un nuovo Dicastero Vaticano dedicato esclusivamente alla “Nuova Evangelizzazione” per indicare a tutta la Chiesa universale, e soprattutto ai pastori, l’urgenza di impegnare le loro migliori energie nell’annuncio della Parola di Dio, l’unica che salva.</p>
<p style="text-align: justify;">Affidiamo al Buon Dio, padrone della messe, il frutto di questa semina spirituale che i Missionari hanno compiuto, nella certezza che sarà molto abbondante. Da queste pagine un grazie enorme a tutti coloro che hanno collaborato, anche dietro le quinte o con la sola preghiera e l&#8217;offerta della propria sofferenza, alla buona riuscita della Missione.</p>
<p style="text-align: justify;">P. Piero Greco cp</p>
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		<title>Studentato teologico CEB: ministeri dell&#8217;accolitato e del lettorato a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ceb]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Studentato teologico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p>Lunedì 12 dicembre, presso la sede dello studentato teologico della Configurazione Eugenio Bossilkov in Roma (Casa Generalizia dei Padri Passionisti), è stato conferito il ministero dell&#8217;accolitato e del lettorato ad otto studenti religiosi delle Province DOL, PIET, CORM, LAT e CFXI. La Santa Messa e il rito dei ministeri sono stati celebrati dal Superiore Generale P. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/notizie/" title="Notizie">Notizie</a></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2846" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;" title="accolitato2011" src="http://www.latprov.it/wp-content/uploads/accolitato2011.jpg" alt="" width="578" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 12 dicembre, presso la sede dello studentato teologico della Configurazione Eugenio Bossilkov in Roma (Casa Generalizia dei Padri Passionisti), è stato conferito il ministero dell&#8217;accolitato e del lettorato ad otto studenti religiosi delle Province DOL, PIET, CORM, LAT e CFXI.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2796"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Santa Messa e il rito dei ministeri sono stati celebrati dal Superiore Generale P. Ottaviano D&#8217;Egidio, alla presenza di tutta la comunità religiosa dei Ss. Giovanni e Paolo, di confratelli provenienti dalle varie Province e da familiari e amici degli studenti chiamati al servizio nella Chiesa come accoliti e lettori istituiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;omelia, il padre Generale ha evidenziato l&#8217;intimo legame che esiste tra liturgia Eucaristica e la carità, virtù che diventa espressione &#8211; per gli accoliti &#8211; di solidarietà, accoglienza, comunione con il prossimo, specie con i più deboli e poveri.</p>
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		<title>Anniversario professione religiosa dei PP. Massimiliano Martorelli e Salvatore Semeraro: omelia del Superiore Provinciale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita religiosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p>Carissimi, porgo il mio cordiale saluto al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Lecce Mons. Fernando Filograna, al Professor Padre Gianbattista Mancarella, al Signor Sindaco, al Maresciallo dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale, al coro e a tutti voi amici e fedeli. Che il Signore, in mezzo a noi, ci faccia vivere un momento di serenità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posted in <a href="http://www.latprov.it/category/spiritualita/" title="Spiritualità">Spiritualità</a></p><p style="text-align: justify;">Carissimi, porgo il mio cordiale saluto al Vicario generale dell’Arcidiocesi di Lecce Mons. Fernando Filograna, al Professor Padre Gianbattista Mancarella, al Signor Sindaco, al Maresciallo dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale, al coro e a tutti voi amici e fedeli.</p>
<p style="text-align: justify;">Che il Signore, in mezzo a noi, ci faccia vivere un momento di serenità e di grazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2792"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono felice che sia toccato a me presiedere questa Celebrazione è l’occasione giusta per offrire questo servizio con motivati sentimenti di gratitudine verso P. Massimiliano e P. Salvatore: a loro sono particolarmente legato, ambedue hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione alla vita religiosa e sacerdotale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so se è una provvidenziale coincidenza o una scelta voluta aver fissato ad oggi, 3° domenica di Avvento, la celebrazione degli anniversari di consacrazione religiosa dei Padri Massimiliano Martorelli e di P. Salvatore Semeraro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la domenica della gioia. Come abbiamo ascoltato dalle letture bibliche, Isaia ci invita a gioire nel Signore e San Paolo ci chiede di stare sempre lieti: s’intravede la meta per cui la Chiesa ha intrapreso l’itinerario spirituale che ci vuole introdurre nella grotte della natività ed incontrare il Redentore.</p>
<p style="text-align: justify;">E i nostri Padri ci invitano a condividere la loro gioia per i lunghi anni di fedeltà e di perseveranza nella Famiglia dei Missionari Passionisti di Puglia Calabria e Basilicata.</p>
<p style="text-align: justify;">P. Massimiliano emise la sua prima professione di povertà castità ed obbedienza nel 28 ottobre 1951 a Ceglie Messapica (BR), dopo un anno di prova sotto la guida di un Santo religioso, P. Leonardo Potì di Novoli; P. Salvatore il 15 settembre 1961 a Laurignano (CS) sotto la guida di P. Marcello Spagnolo anche egli di Novoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gioia di questi due confratelli non è semplice emozione, ma nasce da un incontro che trasforma e motiva la loro vita. Questa è un susseguirsi di esperienze forti in un lungo cammino di formazione: Gesù, presenza costante, lascia nel loro cuore un segno indelebile di amore causa di gioia e di pienezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Amore non avrà mai nessun prezzo!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa domenica di Avvento oltre il tema della gioia, ci presenta la figura di Giovanni il Battista. Il Vangelo ci racconta che i sacerdoti e i leviti vogliono conoscere la sua identità; ma Giovanni non parla di sé, parla di Gesù. La figura di Giovanni ci sconvolge.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il testimone di Gesù, è la Sua voce, battezza in attesa del Suo Battesimo, è totalmente legato a Lui. Senza Gesù, il Battista non può vivere. I nostri confratelli hanno sperimentato ciò e lo confermano più che mai, dopo anni di esperienza diretta. Gesù sazia tutte le loro attese e speranze, è la vera luce del mondo. Come il Battista, essi sono umili testimoni, ponti e non diaframmi nei confronti di coloro che vogliono vivere da credenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù sazia tutte le loro attese e speranze, per essere voce di uno che è Parola; per indicare al mondo Colui che è sempre in mezzo a noi ma che, a volte, non si riesce a scorgere, perché troppo carichi di impegni, e preoccupazioni; per essere gioiosi testimoni del Vangelo.</p>
<p style="text-align: justify;">La celebrazione del 50° e 60° di professione religiosa è una grazia di gratitudine e d’impegno. E’ celebrazione delle meraviglie di Dio!</p>
<p style="text-align: justify;">P. Massimiliano e a P. Salvatore nel rinnovare la loro consacrazione abbracciano con stupore <strong>il Crocifisso</strong>: amore al limite, che si dona gratuitamente, senza condizioni, senza riserve; piegano la loro esistenza davanti al <strong>tabernacolo</strong>, Presenza silenziosa e appassionata, che spinge avanti la storia, guarisce le ferite e ricapitola tutto nel cuore del Padre; accolgono il <strong>rosario</strong>: la contemplazione di tutto il Mistero di Cristo con lo sguardo e il cuore di Maria.</p>
<p style="text-align: justify;">La consacrazione cambia la vita e, come ci si accorge di poter donare qualcosa agli altri, una storia più grande di loro li prende per mano e li porta sulle ali dell’Amicizia con Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile, ma si procede nella consapevolezza di non essere soli: la preghiera, l’Eucaristia, gli occhi ti tanta gente che hanno colorato le loro giornate, i confratelli che ogni giorno hanno condiviso con loro gioie e dolori, hanno permesso loro di affrontare questa splendida avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie carissimi, grazie al vostro coraggio, alla vostra audacia, alla vostra intelligenza. Grazie per la vostra presenza e la vostra testimonianza, grazie per la quotidiana testimonianza di carità.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie per la gioia e l’amore con cui oggi accogliete la vostra condizione: è un modo privilegiato di essere presenza efficace nella chiesa e nella società.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa celebrazione è per tutti noi un domandarci come noi rispondiamo all’amore del Signore, nella nostra vita concreta di chiamati o, semplicemente, di cristiani. La chiamata è un mistero. Gesù chiama a se chi vuole con libera scelta. Chiede di vivere insieme, in continuo contatto con lui. “Vivere in intimità con il Signore è vivere tutto come grazia. L’uomo in ginocchio davanti a Dio, in adorazione, si trova al suo vero posto, perché afferma che egli è nulla mentre Dio è tutto”. Consapevoli della nostra povertà, delle nostre fragilità, in Dio troviamo la nostra ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la celebrazione, P. Salvatore e P. Massimiliano rinnoveranno la loro professione, tutti sperimenteremo la grazia del Signore: sentiremo il suo sguardo posarsi su ognuno di noi, rivivremo il giorno in cui abbiamo percepito il suo invito a seguirlo. Abbiamo tutti potuto rispondere, ancora una volta, come il profeta: “Mi hai chiamato, eccomi, Signore!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro che la nostra vita di preghiera, e la nostra testimonianza di spiritualità e interiorità parli sempre di Dio, della sua bontà e della sua misericordia. Se, infatti, parliamo solo delle nostre idee, dei nostri progetti, delle nostre iniziative, forse toccheremo, la mente delle persone. Se, invece, parliamo di Dio e lo testimoniano con le nostre azioni, toccheremo certamente i loro cuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Possano, allora, le nostre parole di vita e le nostre azioni di pace toccare i cuori di chi spera e di chi teme, di chi soffre e di chi ama, di chi nasce e di chi muore.</p>
<p style="text-align: justify;">I maestri di vita spirituale ci ripetono sempre: <em>contemplata aliis tradere</em>: trasmettere agli altri ciò che si contempla, ossia trasmettere agli altri l’esperienza della comunione con Dio. Oggi il vangelo ci dice che c’è un deserto che fiorisce quando vi risuona una voce vera.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo al Signore, la grazia di poter essere uomini e donne che sanno scomparire, annullarsi per fare spazio a Gesù, perché soltanto così, in questa perdita d’identità possiamo trovare la verità di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Accettate, dunque, i limiti della vita, non come una scelta di rassegnazione, ma come una scelta di fede. Questa scelta, come tale, comporta l&#8217;accettazione della presenza di un Altro nella propria vita, sia nel suo inizio che nella sua fine. La vita non ci appartiene. Essa non ha avuto inizio quando lo abbiamo deciso noi, e non ha termine neppure quando lo stabiliamo noi. L&#8217;esistenza umana è come la volta del firmamento sulla quale appendiamo le stelle dei nostri desideri e dei nostri progetti, la tela sulla quale disegniamo i contorni del nostro futuro. Ma questo firmamento, questa immensa tela celeste sulla quale disegniamo il mosaico della nostra vita e della nostra felicità ci sono stati concessi solo in prestito. Non ci appartengono.  Ecco religiosi che sono chiamati a piegare il cielo sulla terra e ad essere estremisti di speranza con la testimonianza della povertà, della verginità, dell’obbedienza per il Regno di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi Padri Massimiliano e Salvatore, con questa celebrazione oltre a ringraziare intendete confermare e rinnovare la consacrazione. Il Dio cui vi consacrate è il Dio dei martiri, dei mistici, degli operatori di carità. E’ un Dio che non si svela nell’evidenza immediata, che non si lascia catturare dalla ragione, ma che si lascia incontrare nei testimoni credibili del suo amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo grati a voi perché con le mani alzate della preghiera unite la terra la cielo. Oggi, lo stesso Dio, dal silenzio di questo convento, ci ripete egli che ascolta la voce di coloro che pregano per quanti non sanno pregare, che fanno silenzio per quanti non sanno tacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa celebrazione ricorda a tante persone che se esse non credono in Dio, Dio crede in loro e aspetta con fiducia piena di misericordia il loro ritorno alla famiglia paterna. Infatti, Dio esiste nel cuore di quelli che lo cercano con sincerità ed onestà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un segno chiaro della sua esistenza è proprio la persistenza delle grandi domande nel cuore dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La consacrazione religiosa ci insegna a vedere con gli occhi del cuore che spinge il suo sguardo oltre le barriere dell’evidenza fisica e si affida alla logica dell’amore; è il vedere del piccolo principe, secondo la logica del quale l’essenziale è invisibile agli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari Padri, questa sera confermate la scelta della parte migliore, quella che non vi sarà tolta (<em>Lc </em>10, 41); ma l’avete scelta non per voi stessi, ma anche per tutti noi. Confermate con la vita che una sola cosa è necessaria, e cioè che bisogna andare oltre la società dell’apparenza, che bisogna imparare a vedere il sole anche quando è nascosto dalle nubi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno della testimonianza della vita consacrata, cioè di persone che facciano sentire la nostalgia del cielo, la bellezza di una dedizione totale alla causa del Regno, il senso di un’esistenza scandita dai ritmi della preghiera. Ha bisogno di persone che offrono gratuità dove c’è mercantilismo, vivono la purezza dove c’è corruzione, abbracciano la povertà dove c’è ricchezza, testimoniano speranza dove c’è disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da poco la luce del giorno ha ceduto il posto al buio della notte; ma per voi, cari padri, splende una nuova luce, quella dell’amore di Dio. Che i santi della nostra famiglia passionista benedicano la vostra consacrazione e continui ad essere feconda per il bene della Chiesa e del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Amen.</p>
<p style="text-align: justify;">(P. Cosimo Chianura, Provinciale)</p>
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