
Padre Cosimo Chianura è stato eletto Superiore Provinciale al secondo scrutinio con ventuno voti. A lui gli auguri dei capitolari presenti al XXVIII Capitolo Provinciale (e di tutti i confratelli) di un sereno e fecondo servizio nella Provincia dei Passionisti di Puglia, Calabria e Basilicata.
Al pomeriggio i capitolari eleggeranno i consultori che collaboreranno per i prossimi quattro anni con il Superiore Provinciale.
La giornata è iniziata con la concelebrazione eucaristica presieduta dal Superiore Generale e da un momento di preghiera introduttiva alla votazione. Pubblichiamo l’omelia di Padre Ottaviano D’Egidio.
Omelia per il discernimento per la elezione del Superiore Provinciale
Fuscaldo (Cs), 5 maggio 2011
Celebriamo la S.Messa votiva a S.Paolo della Croce perchè ci ottenga da Dio il dono dello Spirito Santo in modo che illuminati e guidati da Lui possiamo scegliere un Superiore Provinciale secondo la sua volonta’ e i progetti che ha per la vita e la missione della Provincia del Sacro Costato.
Nel Capitolo 20 del Vangelo di S.Giovanni, che è stato offerto alla nostra riflessione e della Chiesa anche domenica in Albis passata, Gesù Risorto appare ai discepoli che “stavano in casa a porte chiuse per timore dei giudei e li rianima”: “La pace sia con voi” e mostra loro le mani e il costato, segni della sua passione rimasti anche dopo la resurrezione e la cui memoria celebreremo domani. La pace offerta e il vedere il Signore di nuovo vivo apre il cuore dei discepoli: “si rallegrarono al vedere il Signore”. “La gioia è il primo frutto di quelle piaghe dalle quali come un torrente di vita nasce il mandato per la missione”. Gesù ripete: “La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato me così io mando voi”. Continua nei discepoli ed in noi la Missione del Padre che il Figlio ha iniziato. Ma in che modo? Quale missione è possibile ad un piccolo gruppo di persone, quali erano in quel momento gli apostoli che vivevano a porte chiuse in casa per paura? ”Riceverete lo Spirito Santo…”. Ecco il segreto! Lui effettuerà la trasformazione profonda per una vita nuova, per essere persone illuminate e forti.
Cari fratelli permettiamo allo Spirito Santo di vita di inondare anche i nostri cuori come quelli degli Apostoli. Lo Spirito vuole abitare in noi: “Lo Spirito soffia dove vuole e ne senti la voce…”( Gv.3,8) dice Gesù a Nicodemo e prosegue nel brano del Vangelo di oggi, “Colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio e senza misura egli dà lo Spirito”. Ma per essere capaci di udirlo e perchè lo Spirito entri in noi dobbiamo avere cuore semplice : “Ti ringrazio o Padre perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt.11,25).
Chi è pieno di se stesso e della propria sicurezza non ha bisogno del Signore e per questo non potrà mai credere veramente in Dio anche se si illude di crederci. Quando invece uno si sente piccolo e povero, Dio si fa particolarmente vicino ed intimo.In Maria compì meraviglie l’Onnipotente perchè non confidò in se stessa, ma nel Signore e soltanto così riuscì ad impegnare la vita nella fedeltà alla sua parola (Lc.1,28). Confidiamo in Dio e preghiamo lo Spirito Santo perchè ci apra la mente e il cuore per poter scegliere un “Buon pastore” per questa porzione della Congregazione che è la Provincia del Sacro Costato. Non cerchiamo per il servizio di Superiore Provinciale un’uomo straordinario o perfetto, ma come dicono le nostre Costituzioni, un’uomo che “eserciti l’autorità come servizio fraterno, attento alle manifestazioni dello Spirito per guidare la comunità provinciale in modo da promuovere armonicamente la crescita di ciascun religioso e il bene comune” (cf. Cost. 108). Un religioso che sia specialmente “Padre” nel suo significato più ampio. Sia maestro e testimone dell’amore di Dio crocifisso e risorto e ami i religiosi dimenticando se stesso e rinunciando agli obiettivi personali per porsi a servizio dei religiosi e della comunità. Sia capace di ascoltare e di dialogare con i religiosi. non soltanto quando esistono problemi o difficoltà, ma nella normalità di ogni giorno, nella semplicità e fraternità dello stare insieme dimenticandosi di se stesso, considerandosi solo un mezzo, non un fine. Allora otterrà risultati positivi perché i religiosi e i laici capiranno che agisce non per se stesso e per vantaggio personale , ma per loro. E’ incredibile la forza che nasce dal disinteresse personale nell’operare.
Gesù nel vangelo, in tutto il suo ministero, ci invita ad avere grande attenzione, rispetto e amore per le persone. Ci ha rivelato che non può esserci autentica relazione con Dio se non abbiamo umanità tra di noi. Esemplare la capacità di ascolto di Gesù. Quando si rivolge ad una persona non esiste in quel momento altra cosa più importante di essa e dei suoi problemi.
Questa sensibilità umana di Gesù deve guida e un dono dello Spirito per il Provinciale ed il suo Consiglio perché vivano nella carità il loro servizio.
S. Paolo Apostolo nella lettera ai Romani ci invita ad amarci: “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda… Solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità” ( Rm.12,9-16). Gesù nel Vangelo di Luca domanderà: “Chi siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la via davanti a te” (Lc 7,24-27). E’ un invito a guardare con occhi di fede anche gli avvenimenti che stiamo vivendo, quali il discernimento per l’elezione del Superiore Provinciale: Chi cercate? Cosa andate a vedere? “Ecco io mando il mio messaggero” è un’invito ad accettare con fede le mediazioni umane come inviate da Dio.
S. Paolo della Croce, nella Regola del 1775 che precede il testo delle Costituzioni e in riferimento al servizio dell’autorità, invita “tutti i religiosi a riceverlo e ad accoglierlo ossequiosamente prestandogli ubbidienza, riflettendo che è stato eletto da Dio al fine di dirigerli per la strada della perfezione”. E dato che il compito è serio invita al discernimento e alla preghiera: “E perché dal Capo suol dipendere la salute di tutto il corpo, gli elettori, deposto ogni umano rispetto, procureranno con tutta la possibile diligenza di eleggere fra tutti quello che giudicheranno il più idoneo per governare la Congregazione con prudenza e secondo lo spirito della virtù. Onde non fidandosi di se stessi, si raccomandino di vero cuore al Signore, affinché comunichi con i suoi santi lumi. Ed aggiunge, quasi indicando i criteri per il discernimento, il Superiore” si serva benignamente della sua autorità, accompagnando sempre la dolcezza con la fortezza e costanza, senza però che mai dall’una e dall’altra vadano disgiunte la maturità e la prudenza”.
Prima di terminare voglio incoraggiare chi sarà scelto ed eletto dalla Provincia attraverso questo Capitolo: Non abbia timore, non sarà solo nel suo servizio, il Signore lo accompagnerà . E’ il conforto che riceve il Profeta Geremia che è restio e si sente inadatto al compito che Dio vuole affidargli: “Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e mi disse: Ecco io metto le mie parole sulla tua bocca, oggi ti costituirò… per edificare e piantare”. Ed ancora: “Ecco io faccio di te come una fortezza… Non temere io sono con te per salvarti. Oracolo del Signore” ( 1,8-9 ).
“Chi cercate?” domanda anche a noi Gesù e noi rispondiamo con Pietro come nel brano degli Atti della Prima Lettura di oggi, che cerchiamo colui che Dio ci indica, perché “bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri che ha resuscitato Gesù”; cerchiamo un fratello che sia “di questi fatti testimone con lo Spirito Santo che Dio da a coloro che gli obbediscono”. Ecco noi liberiamo il nostro cuore e la mente da un’ottica umana per ascoltare Dio e per scegliere un “Buon Pastore” che confermi i fratelli nella fede e nella dedizione a Dio e al popolo santo di Dio. Liberi nel cuore per ascoltare Dio e scegliere con serenità chi deve “lavarci i piedi” con il servizio dell’autorità.
Egli, il Provinciale eletto, avrà oltre l’aiuto del Signore anche il conforto della comprensione, della fraternità e delle preghiere della Famiglia passionista, religiosi, religiose e laici. Lo Spirito Santo ci illumini nel discernimento e S. Paolo della Croce nostro comune Padre ci accompagni.
P. Ottaviano D’Egidio, Superiore Generale cp





