Vende tutti i suoi averi e compra quel campo

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

(dal libro di San Matteo 13,44-52)

L’audio commento al vangelo della domenica, in onda su RLB

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Lasciate che la zizzania cresca fino alla mietitura

Lasciate che la zizzania cresca fino alla mietitura

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

(Dal libro della Sapienza)

L’audio commento al vangelo della domenica, in onda su RLB

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Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero

Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero

Quando pecchiamo dobbiamo provare dispiacere di noi stessi, perché i peccati dispiacciono a Dio. E poiché constatiamo che non siamo senza peccato, almeno in questo cerchiamo di essere simili a Dio: nel dispiacerci di ciò che dispiace a Dio. In certo qual modo sei unito alla volontà di Dio, poiché dispiace a te ciò che il tuo Creatore odia (S. Agostino).

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Vangelo: Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Letture bibliche della domenica

Una messa laica per Don Tonino Bello

Una messa laica per Don Tonino Bello

Un professore di Scienze delle Comunicazioni presso il seminario di Molfetta insegnò a me studente di non utilizzare mai aggettivi per qualificare un disco o un film o un libro. In questo caso devo fare un’eccezione, dimenticando quanto appreso sui banchi di scuola e in una città nota per un vescovo che sconvolse la vita di molti, non solo quella dei cristiani. Il monsignore è Don Tonino Bello, il disco è “Un’ala di riserva. Messa laica per Don Tonino Bello” di Michele Lobaccaro, leader e fondatore dei Radiodervish.

L’album annota, tra le tante, le collaborazioni di Franco Battiato e di Caparezza, cresimato da Don Tonino Bello (lo rivela Lobaccaro nell’intervista). Un disco bellissimo, struggente, universale, liturgico ed eucaristico, come scrive Michele nella presentazione della sua opera musicale: “Questa messa laica e sparsa segue le indicazioni desunte nelle numerose riflessioni elaborate dalla stesso do Tonino sulla liturgia eucaristica. Una chiave per me utile è stata l’idea, più volte sostenuta dal vescovo di Molfetta, che la messa dovrebbe metterci in crisi ogni volta e che ci dovrebbe scaraventare fuori, allontanarci dalla ripetizione del già visto per orientarci verso l’inedito. Perché, come scriveva don Tonino, La pace è finita, andate a messa. Ché se vai a messa è finita la tua pace”.

Venerdì 24 giugno ho avuto il piacere di intervistarlo in radio, a conclusione del quarto ciclo di trasmissioni sulle convergenze tra musica contemporanea e cristianesimo. Comprategodetevi il disco, fino all’ultima nota.

E poi ricominciate. Ne vale la pena!

(P. Massimo)

Qui l’audio intervista a Michele Lobaccaro

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